14 Aprile 2021 · 00:48
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Pioli è un mezzo flop anche al Milan, la società rossonera valuta la separazione già a fine stagione

La proprietà ha già annunciato un confronto con l’allenatore per la fine della stagione: «Come normalmente avviene» hanno tenuto a precisare fonti vicine a Elliott. In questo caso è normale ma anche necessario, dato che il futuro di Stefano Pioli (contratto fino all’estate del 2021)è un’incognita. La scelta di affidargli la panchina a ottobre nasceva dalla convinzione di avere ancora il tempo di poter risollevare l’annata: Juve e Inter erano già impegnate nel testa a testa in vetta ma il Napoli di Ancelotti era lontano appena quattro punti, differenza che allora segnava la distanza dal quarto posto. La Lazio sesta a +2 chiudeva il conto delle squadre in zona Europa.

Oggi è tutto molto diverso: il Milan di Pioli è stato troppo discontinuo, con momenti che hanno segnato negatività massima (lo 0-5 di Bergamo) ad altri che hanno invece risollevato le quotazioni rossonere. A gennaio il Milan ha vinto 3 partite consecutive in campionato più due in Coppa Italia.

I dieci punti che oggi separano la squadra dalla Champions sono quasi una sentenza: la distanza andrebbe colmata in poco più di due mesi, ma l’Atalanta (quarta) nel frattempo non rallenta la scalata. Non era la Champions il traguardo che si chiedeva a Pioli, non ufficialmente almeno: ma è la conquista dell’Europa nobile l’unico mezzo per riattivare un meccanismo sportivo ed economico in grado di riportare la squadra stabilmente tra le migliori. La rosa è meno competitiva di quella delle avversarie, pensiero che appartiene alla stessa dirigenza: la ricostruzione necessita di tempi più lunghi. C’era però l’idea di tentare l’impresa, che così diventa sempre più impegnativa. Più semplice la corsa all’Europa League

Pioli ha anche i suoi meriti: gennaio è trascorso con un pareggio e 5 successi, due ottenuti grazie al coinvolgimento di Rebic, prima ai margini. Pioli ha valorizzato ulteriormente Theo Hernandez e ha fatto di Bennacer un regista affidabile.

Ancora troppo poco perché la conferma arrivi automatica (o semplicemente da contratto): la proprietà vorrà valutare a maggio il bilancio finale. Oltre il campionato, il Milan è impegnato nella semifinale di Coppa Italia contro la Juventus, un’altra strada che può portare dritto in Europa. Sollevare un trofeo potrebbe spostare gli equilibri, o anche no: più che della gloria il Milan ha bisogno dei ricavi della Champions, motivo per cui la società potrebbe decidere di affidarsi aun big della panchina, qualcuno che finalmente possa essere garanzia di successo.

Per il destino della panchina la linea della proprietà lascia volutamente aperto ogni scenario. La non conferma del tecnico, oggi più probabile, costringerebbe il Milan a stipendiare tre allenatori: Pioli e Giampaolo (entrambi sotto contratto fino all’estate 2021), oltre all’ultimo arrivato.

La Gazzetta dello Sport

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