26 Gennaio 2022 · 06:01
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Pessima figura del Milan in Champions, ultimo posto e battuti anche dalle riserve del Liverpool

Perde in casa ancora il Milan in Champions League nonostante il risultato di Porto-Atletico favorisse i rossoneri

Il Milan saluta la Champions League, e in generale l’Europa, nel modo più amaro. Perché dal Dragao è arrivato il risultato che serviva ai rossoneri, ossia la vittoria dell’Atlético Madrid. A mancare, viceversa, è quello di San Siro: il Liverpool espugna Milano trionfando 2-1 e per la prima volta nella sua storia vince tutte le partite della fase a gironi di Champions. I padroni di casa vanno in vantaggio con FIkayo Tomori alla mezz’ora, poi cadono per manchevolezze individuali: da Maignan a Theo e Kessié, mezza squadra è rivedibile sul pari di Mohamed Salah. Lo stesso Tomori, che resterà beniamino a prescindere, propizia la rete del 2-1 di Divock Origi.

Da lì in poi: Pioli, che ha pochi cambi a disposizione, non li indovina; la squadra si spegne e non sembra neanche credere alla possibilità del pareggio, che non servirebbe a nulla ma consentirebbe di sperare almeno in un gol del Porto. Resta il rammarico, al termine di un girone che il Milan ha perso soprattutto nella partita giocata qui a San Siro contro l’Atletico, per colpe sue e di altri. Resta il campionato, ove la classifica sorride ai rossoneri. Si potranno concentrare sull’altro sogno, quello a tinte tricolori. Con la Champions, ritrovata a distanza di tanti – troppi – anni, è soltanto un arrivederci.

Le scelte iniziali: esordio da titolare per Messias, Klopp con tre titolari. L’eroe di Madrid parte dall’inizio, per la prima volta in Champions League. Il brasiliano è con Diaz e Krunic nel terzetto di fantasisti alle spalle di Ibra, per il resto scelte praticamente obbligate con Tomori-Romagnoli coppia centrale. C’è Theo a sinistra, torna Maignan fra i pali anche in Europa. Tante seconde e persino terze linee nei Reds: gli unici titolari abituali di Klopp sono Alisson, Salah e Mané. Tre campioni assoluti, va detto, in una formazione molto offensiva con Oxlade-Chamberlain e Minamino insieme al giovane Morton in mediana.

Tomori illude, Salah equilibra. Buon Milan nel primo tempo, non abbastanza. Pioli aveva detto che la lezione di Anfield fosse servita. Il suo Milan parte subito a buon ritmo alto, sia in pressione che nel gestire la palla. Persino troppa personalità, per Tonali&Co, che approfittano anche di una squadra senza troppo da chiedere. Prime schermaglie: Maignan e Alisson sono presto chiamati in causa, nulla di preoccupante per entrambi. Un pizzico di paura per Romagnoli, dopo una botta con il gigante Origi: quello fisico è un fattore. I rossoneri tengono testa senza dominare, la svolta è alla mezz’ora: Ibrahimovic conquista un corner che Messias batte in maniera insidiosa. Alisson smanaccia, sulla sfera si fionda Tomori. Era già un beniamino di San Siro, lo diventa ancora di più col gol alla mezz’ora che sblocca la partita. La reazione dei Reds è sempre sugli sviluppi di un calcio d’angolo: Origi impegna Maignan, che in due tempi controlla. Sono i prodromi della rete che subirà da lì a poco: Oxlade-Chamberlain tenta dalla lunga distanza, la risposta del francese è rivedibile. Sul pallone si fionda Salah, non Theo: 1-1. È il risultato che chiude il primo tempo, nonostante col pari gli inglesi ritrovino smalto e i rossoneri perdano incisività. Buon primo tempo, con qualche assenza di troppo a livello di prestazioni individuali.

Ancora Tomori, poi il Milan sparisce. La ripresa inizia sulla falsariga di quanto visto nei minuti finali del primo tempo. Gli ospiti attaccano, i padroni di casa faticano. Altra svolta firmata Tomori, stavolta decisamente in negativo: l’inglese perde palla a un metro dalla propria area, regalandola a Mané su una gestione abbastanza innocua. Il senegalese ringrazia e tira, Maignan ribatte ma la sfera finisce ancora una volta nel posto sbagliato: la testa di Origi, che la rispedisce oltre le spalle dell’estremo difensore. Al 2-1 dei Reds, Pioli reagisce togliendo Brahim Diaz (spento) e Tonali (il migliore dei suoi) per inserire Bennacer e Saelemaekers. Poi Florenzi per Kalulu: presentarsi alla serata di gala con l’infermeria piena è uno svantaggio da cui è difficile prescindere. Incassato lo svantaggio, però, il Diavolo esce dalla partita per rientrarvi soltanto con sparute folate. Il guaio è che Ibra e compagnia non sembrano neanche crederci più da un certo punto in poi. Eppure alcuni ingredienti dell’impresa c’erano. Come l’occasione di Kessie che spara in pancia ad Alisson la rete del 2-2: non va. Lo riporta TMW

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