Ma perché Gianpiero Ventura non si è ancora dimesso? Se lo stanno chiedendo praticamente tutti, in bilico tra l’indignazione e la rabbia. Chiunque, davvero, si sarebbe aspettato un passo indietro 5 minuti dopo il fischio finale. Questione di dignità personale, anzitutto: chiedere a Cesare Prandelli o, se preferite, ad Antonio Conte. Ma lui, Ventura, no. Resta ancora al suo posto, insieme a Tavecchio, che ha chiesto 48 ore di riflessione.

Già, ma su cosa? Sui soldi. Sì, perché il commissario tecnico ancora in carica ha un contratto fino al 2020, con un “ma” gigantesco. Una clausola che impone la chiusura anticipata del rapporto di lavoro in caso di mancata qualificazione ai mondiali di Russia 2018. Touché. Questi dunque i fatti, nella loro crudezza. Se Ventura si dimette oggi, sua sponte, perde i soldi ai quali avrebbe comunque diritto. Dunque, deve aspettare che la clausola entri in funzione: secondo alcuni, potrebbe accadere già a fine mese. A 69 anni suonati e dopo una disfatta epocale, il tecnico deve fare due conti: la sua avventura nel mondo del calcio potrebbe essere finita qua.

La soluzione, si vocifera, potrebbe essere il compromesso: una buonuscita da 700mila euro, per chiuderla qui. Per la dignità e l’orgoglio, provare un’altra volta.

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