"Paratici sta ricostruendo un intero ambiente, non sarei stupito da un anno di transizione"
Il futuro della Fiorentina secondo Stefano Cecchi dipende dal lavoro di Paratici e dalla nuova guida tecnica di Grosso, ma la strada verso il rilancio appare ancora lunga
La Fiorentina prova a voltare pagina dopo una stagione che ha lasciato più dubbi che certezze. A tracciare un quadro della situazione è stato Stefano Cecchi, intervenuto ai microfoni di Radio Sportiva per analizzare il momento che sta vivendo il club viola e le prospettive del nuovo progetto tecnico.
Nel suo intervento, Cecchi ha individuato in Fabio Paratici la figura chiave per rilanciare le ambizioni della società dopo le difficoltà dell'ultimo anno: “Paratici rappresenta la speranza di una ripartenza su basi completamente diverse rispetto al fallimento dello scorso anno, che si è rivelato un'illusione dopo la conferma del blocco principale della stagione precedente. Pioli era un allenatore di livello superiore rispetto a quello della Fiorentina. Questa è la dimostrazione di come, nel calcio, le idee di progetto siano spesso fallaci”.
Il giornalista si è poi soffermato sul ritorno di Stefano Pioli, sottolineando come il tecnico si presenti oggi a Firenze con caratteristiche differenti rispetto alla sua precedente esperienza in viola: “L'arrivo di Pioli aveva generato una polveriera perché la squadra era ancora affidata a Palladino. Il Pioli della sua prima esperienza a Firenze aveva l'atteggiamento del padre di famiglia; oggi è tornato con un approccio totalmente diverso”.
Guardando al futuro, Cecchi invita l'ambiente a mantenere aspettative realistiche, evidenziando come il lavoro da svolgere riguardi prima di tutto la struttura del club: “Ad oggi si vive soprattutto di speranze legate a Paratici, con Firenze che guarda a un possibile nuovo corso. Le prime scelte riguardano l'organizzazione e la struttura del club, più che la squadra in sé: Paratici sta ricostruendo un intero ambiente e non mi stupirebbe se fosse necessario un anno di transizione, perché i problemi da risolvere sono davvero molti”.