“Dalle lacrime in sede alla commissione di Diego Della Valle, vi racconto la trattativa Milinkovic”
Bernardo Brovarone ha raccontato a Passione da 10 la trattativa tra Milinkovic-Savic e la Fiorentina
Durante il Podcast di Passione Fiorentina "Passione da 10" Bernardo Brovarone ha raccontato i retroscena della trattativa sfumata tra il club viola e Milinkovic Savic, questo il suo racconto:
"Milinkovic è stata una situazione assurda. Mi chiamò l'agente Dino Pasalic e mi disse 'C'è il nuovo Pogba'. Io andai a vederlo e rimasi folgorato. Il papà Nikola era molto amico di Dino perché giocava a Leida in Spagna e infatti Sergej è nato in Spagna. La mamma però era fidanzata con il miglior amico di Igli Tare, per cui la mamma tirava lato Lazio e il padre separato dalla mamma tirava lato Fiorentina. Lotito lo aveva invitato 3 giorni a Roma per cui immaginati come lo aveva incaramellato tutto.
Nikola però mi diceva: 'Non è chiuso nulla, Sergej sarebbe interessato alla Fiorentina'. Per cui si fa un tavolo con io, Pradè, Paulo Sousa e Dino Pasalic e si fa parlare il calciatore con Sousa. Io lui lo aveva proposto a Marzo a Pradè, lui non lo conosceva nemmeno, poi a Giugno Savic vinse il campionato U20 con la Serbia e premio MVP. Pradè mi chiama e mi fa: 'Ti sto a dimostra la mia amicizia, Sousa è innamorato di lui, vuole solo lui.'
Per cui Sousa chiama Sergej e gli dice: 'Tu vieni qua, ti faccio giocare nei 2 mediani con Mario Suarez e poi tra 2 anni vai al Real Madrid che è il tuo sogno.' Iniziammo a parlare delle cifre, la Fiorentina lo aveva chiuso al 40% della rivendita e 6 milioni, la Lazio a 10 milioni senza rivendita, ma contratto della Fiorentina più alto della Lazio. Non so perché Della Valle aggiunse 1 milione di euro sulle commissioni da dare al Pradè, non so dove gli passò per la testa. Anche perché Tare mandava i messaggini loschi a Pradè per convincerlo a mollarlo. Mentre Andrea Rog andò in Belgio a chiudere con il Genk, e noi gli si disse: 'Torna anche con la firma di Sergej.'
La Fiorentina aveva già messo timbri e firme con il Genk, il presidente del Genk ci disse: 'Della Lazio non si è presentato ne Tare ne Lotito, ma 4 gangster che dopo 15 minuti ho cacciato dall'ufficio, venite su che chiudiamo.' Allora come ti dicevo partì Rog ma tornò senza la firma del calciatore. Il calciatore però accetta la Fiorentina ugualmente. Per cui vado a prenderlo all'aeroporto ma non arriva nessuno, chiamo il papà ma il telefono era spento. Stiamo lì dalle 13 alle 19 a bere caffè poi mi chiama il padre: 'La fidanzata vuole portarlo a Roma perché la sua amica vive a Roma e lui è andato in bambola, rimandateci i biglietti che domani arriva'. Il giorno dopo effettivamente vado a prenderlo e c'era. Tra l'altro vennero 2 amici suoi, con due polpacci enormi e lui li voleva portare dentro lo stadio.
Tra l'altro incontrai un giornalista di Lady Radio, gli chiesi la cortesia di stare buono ma lui giustamente fece il suo lavoro e fece il video a Milinovic-Savic e lo mise sul sito della radio. Allo stadio era pieno di giornalisti, mi chiamò la mi sorella per dirmi che ero su Sky. Si arriva dentro lo stadio e Sergej si mise a piangere su una sedia e disse: "Io voglio andare a Roma, qui non ci voglio stare." Pradè mi guardò e mi disse: "Io non posso stare dietro ai bambini, non è che con lui vado in Champions e senza non ci vado, hai mezz'ora per convincerlo." Lo portai in un bar e lui mi confermò che voleva la Roma, io gli tirai le valige in strada.
Li pagammo la disorganizzazione, Pradè era solo in sede ma per il resto la Fiorentina fu perfetta. Della Valle venne a sapere che il presidente del Genk produceva scarpe e gli inviò una lettera, gesto apprezzatissimo e per questo il Genk aprì a noi. Il problema fu anche noi venivamo minacciati da gente brutta, lui anche quando uscì la notizia su Sky, per questo secondo me scoppio a piangere in quel modo su quella sedia."