Panchina Fiorentina? Nazione: “Smentito ogni contatto con Iraola. Grosso? In attesa di una chiamata”
Il casting allenatori si è aperto
Il casting (ma che nome brutto legato al pallone) è iniziato non solo da queste parti. Le strade da percorrere sono diverse. Si cercano allenatori emergenti, studiosi di tattica, profili cresciuti lontano dai riflettori o nei campionati esteri, magari nomi meno pubblicizzati. Tecnici moderni, capaci di valorizzare i giovani e di proporre un calcio fluido, basato sui principi del gioco e non sulle posizioni fisse. Questa seconda via è un azzardo calcolato, ma affascinante. Richiede competenza, coraggio e una struttura societaria solida.
Un allenatore magari senza pedigree ha bisogno di essere protetto nei momenti di crisi, inevitabili quando si avvia un nuovo ciclo basato sulle idee e non sui singoli. Se il matrimonio funziona, il club si ritrova in casa un tesoro: un gioco identitario, plusvalenze garantite e un ciclo vincente sostenibile. Se fallisce, l'esonero è quasi immediato e la dirigenza finisce sul banco degli imputati per mancanza di ambizione. Meglio l'usato sicuro, che garantisce l'impatto immediato ma limita la crescita futuribile? Rebus non da poco.
In casa viola si sfoglia la margherita, tra la conferma di Vanoli (ancora tutto aperto), il nome straniero come Iraola (smentito ogni contatto), o il nuovo che avanza come Grosso, (in attesa di una chiamata). E se fosse un altro a sorpresa? O meglio la scelta nascosta, che accende la fantasia dei puristi ma espone la società a tempeste improvvise? La risposta sta nell'equilibrio, ma la sensazione è che il futuro appartenga a chi saprà rischiare, guardando oltre i soliti nomi. Consiglio non richiesto: a Parma c'è un tecnico giovane con idee interessanti come Carlos Cuesta. Chissà... Lo scrive La Nazione.