Surreale, coincidenze, ingranaggio innescato dall’alto, congetture…

Pensatela come meglio credete, ma ciò che è successo al Franchi oggi,  è qualcosa d’incredibile: la pioggia solo dopo il tredicesimo minuto e dopo il goal di Vitor Hugo, numero 31 sulla maglia (l’inverso di 13) il sostituto di Astori ha svettato in cielo per prendere quel pallone e siglare il goal alle ore 13.00, alla tredicesima presenza in maglia viola, Vitor diminutivo di Vittoria la figlia di Davide.
Io a queste cose ci credo molto e mi piace pensare che l’accaduto non sia per caso. Il lungo silenzio mi ha fatto pensare che forse un po’ di umanità in questo mondo pieno d’odio esiste ancora.
Io oggi mi sono sentito Pezzella, smarrito senza il suo fido Davide accanto a tappare qualche buco. Mi sono sentito Sportiello in attesa di restituire le scarpe… Mi sono sentito Saponara con la voglia di spaccare il mondo e di dedicare il goal a Davide. Mi sono sentito Pioli, condottiero di una squadra senza capitano o meglio… Mi sono sentito Badelj, chiamato ad essere capitano dentro e fuori dal campo con il contratto in scadenza ed il pensiero assillante su cosa sia giusto fare: partire o restare? Il popolo viola vorrebbe davvero tenerselo stretto, la sua sensibilità lo ha reso degno della fascia al braccio, mostrata al cielo sotto la Fiesole. Sono Badelj a fine partita, abbracciato dall’arbitro disperato per quel palo interno clamoroso. Sono Vitor Hugo, realizzatore del primo goal del nuovo ciclo…Quello della nuova Fiorentina: ripartire con Davide nel cuore alla ricerca di una classifica migliore ed un trofeo da alzare al cielo per riavvicinarci al Capitano…
Io sono Davide Astori: amo la Fiorentina, ed oggi l’ho aiutata a vincere. Come? Come ogni tifoso viola cerca di far sempre: con il cuore. Quello di Davide, che mai smetterà di battere a Firenze. Perché Astori VIVE e VIVRÀ SEMPRE con noi.
Gabriele Caldieron