Nazione sul Franchi: "Commisso pronto a sborsare 55 milioni in cambio di almeno 50 anni di concessione"
Resta fuori la fase 3 da 30 milioni per arredi, hospitality e skybox
La Fiorentina scende in campo, mette i soldi e detta condizioni ben precise. L'offerta, attesa da mesi, è stata finalmente formalizzata. Ieri mattina la società viola ha messo nero su bianco con una manifestazione d'interesse la volontà di partecipare al project financing per la seconda metà dei (travagliati) lavori allo stadio Franchi. Il documento porta la firma del presidente Giuseppe B. Commisso, pronto a sborsare 55 milioni di euro dei 110 che mancano per coprire l'ultimo lotto dei lavori. Volendo essere precisi, 55 milioni più… un euro, che consentirà alla Fiorentina di avere una posizione di maggioranza rispetto al Comune nel progetto di finanza.
In cambio, il club chiede la concessione dello stadio per almeno 50 anni (meglio 55 ma serve un'attenta verifica legislativa) e fissa paletti vincolanti e rigorosi. La manifestazione d'interesse infatti, specifica una nota diffusa dal club viola, «è subordinata a una serie di condizioni, tra cui il controllo dei costi, la chiarezza e la certezza sui tempi di completamento, nonché la consegna del cantiere al termine della fase uno, oltre ad altri elementi relativi agli aspetti economico-finanziari e alla futura concessione per l'utilizzo dello stadio». Della serie: patti chiari, amicizia lunga. Adesso la palla passa al Comune che farà tutti gli approfondimenti del caso e poi darà una risposta definitiva. Tutto però va in direzione della fumata bianca. Si tratta del secondo tentativo dopo che nel 2024 la Fiorentina aveva presentato una manifestazione preliminare di interesse, mai decollata per gli attriti fra Joe Barone e l'allora sindaco Dario Nardella. Ma stavolta è diverso, il dg viola Alessandro Ferrari e la sindaca Sara Funaro hanno svolto un lavoro sartoriale nel ricucire i rapporti. E l'obiettivo è procedere spediti per arrivare all'accordo nel giro di tre mesi (scadenza massima il 31 luglio), anche prima se possibile.
Rimandata in toto la questione spinosa dei 30 milioni necessari per arredi, skybox e area hospitality. Se ne riparlerà solo in una fase successiva con l'obiettivo di sfruttare i 15/20 milioni che metterebbe sul tavolo la Regione e i 10 milioni di risorse ministeriali (in questo senso il ministro dello Sport Andrea Abodi, nella visita di ieri, ha dato ampie garanzie: il fondo equity per gli stadi di Euro32 verrà configurato nel giro di due settimane). Al resto penserà Palazzo Vecchio scongelando gli altri 55 milioni mancanti, assegnati, definanziati e infine tornati nelle casse della Città Metropolitana. Ogni tassello a questo punto sembra andare al suo posto. Per la famiglia Commisso il presupposto indispensabile è avere il completo controllo del cantiere, sette giorni su sette. Ma le condizioni dettate dalla Fiorentina non sono un ostacolo. L'offerta «rappresenta un'ulteriore conferma del forte impegno della famiglia Commisso nei confronti della Fiorentina, dei suoi tifosi e della città di Firenze», rivendica il club viola. Lo scrive La Nazione.