Nazione: "Gosens verso lo Schalke 04, pronto l'addio al guerriero e pilastro emotivo della Fiesole"
Gosens continua ad allenarsi da solo sui campi del centro sportivo, in silenzio, rispettando la maglia e i compagni fino all'ultimo secondo
Ci sono addii che fanno rumore per le cifre, e altri che lasciano un vuoto profondo per ciò che hanno rappresentato dentro e fuori dal campo. La mancata convocazione di Robin Gosens per il raduno della Fiorentina targata Fabio Grosso non può essere archiviata come una fredda scelta strategica. È il sipario che cala, forse troppo presto e in modo quasi asettico, su una storia d'amore breve ma intensa, capace di toccare le corde più autentiche del tifo fiorentino. Il laterale tedesco è sul mercato, destinato con ogni probabilità a un romantico ritorno a casa nella sua Germania, dove lo attende lo storico palcoscenico dello Schalke 04.
Ridurre l'esperienza di Gosens a Firenze a un semplice capitolo contabile o a un elenco di presenze sarebbe un errore imperdonabile. Robin non è stato uno di passaggio; è stato un pilastro emotivo, un leader silenzioso capace di caricarsi la squadra sulle spalle nei momenti complessi, mettendoci spesso la faccia. Fin dal suo primo giorno al Viola Park, ha incarnato l'essenza dello spirito viola: grinta, sudore, professionalità ferrea e quella fame agonistica che il Franchi sa riconoscere e premiare prima di ogni altra cosa. La sua prima stagione un manifesto di leadership: corse e rincorse sulla corsia di sinistra, gol pesanti, assist e, soprattutto, quell'esultanza rabbiosa sotto la Fiesole, dove si batteva il pugno sul cuore con sincero orgoglio.
L'addio si consuma senza strappi o polemiche, ma con la dignità dei grandi professionisti. Mentre la squadra si raduna per i primi test medici e atletici, Gosens continua ad allenarsi da solo sui campi del centro sportivo, in silenzio, rispettando la maglia e i compagni fino all'ultimo secondo. È questo spessore morale che ha cementato un legame indissolubile con il popolo viola. Nelle ultime ore, i social sono stati sommersi da messaggi d'affetto e di ringraziamento da parte dei tifosi. Non c'è rabbia per questa separazione 'aziendale', ma una profonda gratitudine per un uomo che ha speso ogni energia per Firenze, anche quando il rendimento collettivo è calato o quando qualche problema fisico lo ha frenato e ridotto il rendimento.
Ora ad attendere Robin c'è Gelsenkirchen, una piazza altrettanto calda, passionale e operaia, il teatro perfetto per la sua straordinaria etica del lavoro. Firenze saluta un professionista esemplare e un uomo vero, consapevole che la sua partenza toglie un pezzo di temperamento a questa squadra. Ma le sue inconfondibili falcate sotto la Fiesole e l'attaccamento sincero dimostrato ai colori viola resteranno impressi nella memoria del Franchi, come succede solo per le storie nate sotto la luce della passione vera. Lo scrive La Nazione.