Nazione: "Cecchi Gori chiede 300 milioni di risarcimento alla FIGC per il caso Fiorentina"

Ma il Consiglio di Stato dice no. Per i giudici l'ex patron, non ha diritto al risarcimento

28 aprile 2026 10:12
Nazione: "Cecchi Gori chiede 300 milioni di risarcimento alla FIGC per il caso Fiorentina" -
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Un risarcimento da circa 300 milioni di euro. È la somma chiesta da Vittorio Cecchi Gori alla Figc (Federazione italiana giuoco calcio) per il danno patrimoniale ed esistenziale «subito a causa dell'esclusione della Fiorentina dal campionato di serie B per l'anno 2002/2003» dovuto all'eccesso di «indebitamento» della Regal srl, di proprietà dell'imprenditore toscano e a sua volta detentrice del 99% delle quote del club viola. Una storia che affonda le sue radici nel passato recente della società calcistica, e che ieri, proprio nel giorno dell'84esimo compleanno del produttore cinematografico, ha riportato a galla una delle sue pagine più buie.

Cecchi Gori – assistito dall'avvocato Gianfranco Passalacqua – ha portato in tribunale la Figc e la curatela fallimentare (Fallimento A.C. Fiorentina spa), prima sul fronte civile, poi su quello amministrativo. In entrambi i casi, ad avere la peggio è stato l'ex imprenditore. La richiesta di risarcimento era di 298,6 milioni di euro: per Cecchi Gori la Federazione avrebbe gli avrebbe provocato danni «da un lato escludendo l'A.C. Fiorentina, unitamente ad altre società, dal campionato di calcio 2002-2003», senza però, riammetterla successivamente, «in questo modo discriminando dalle altre società (escluse, ma riammesse)». Dall'altro lato, avrebbe privato il club «del titolo sportivo (attribuito a titolo originario e senza alcun corrispettivo ad altra società, facente capo ad altri soggetti), tramite una "espropriazione di fatto", con grave pregiudizio del diritto di proprietà e dei valori costituzionali».

Da oltre 20 anni , Cecchi Gori chiede ai giudici di fare chiarezza sulle circostanze che condussero al crac della società di calcio disposto dall'allora giudice Sebastiano Puliga, coinvolto in un'inchiesta di Genova su un giro di fallimenti pilotati (tra cui quello della Fiorentina) e condannato definitivamente a 6 anni di reclusione per falso e la bancarotta di un'azienda privata. Sin dal 2003, il'ex numero uno viola ha sollecitato il 'Fallimento' ad agire a tutela della società nonché dei suoi soci e creditori, ma senza risultati. poi nel 2008 il primo ricorso al Tar, che ha dato inizio a un'odissea legale.

Il fallimento della Fiorentina, avvenuto il 1° agosto 2002, ha segnato la fine dell'ACF Fiorentina dopo 76 anni di storia a causa di un profondo dissesto finanziario, con oltre 300 miliardi di lire di debiti accumulati dalla gestione di Vittorio Cecchi Gori. Il club è stato escluso dai campionati professionistici, ripartendo dalla Serie C2 come Florentia Viola, prima della rinascita. Nel rigettare la causa intentata dall'ex patron, il Consiglio di Stato, si legge nella sentenza, «ha evidenziato che Vittorio Cecchi Gori si è limitato a riproporre, seppure in proprio e nella qualità di socio unico della Regal Produzioni Cinematografiche e Televisive s.r.l., l'istanza risarcitoria che detta società aveva già proposto», per la quale è «sprovvisto di legittimazione diretta o surrogatoria, potendo riconoscersi quest'ultima solo al fallito ed in caso di grave inerzia degli organi fallimentari».

In sostanza, Cecchi Gori per i giudici non «agisce neppure quale socio della fallita Fiorentina», ipotizzando quindi «non il danno economico subito dalla società di cui è proprietario, ma quello che assume di aver sofferto personalmente». Anche la Figc, nella sua memoria difensiva, il collegamento di Cecchi Gori e il club è «addirittura di secondo grado».

In definitiva , spiegano nelle carte, Cecchi Gori non ha diritto di chiedere il risarcimento. In un'intervista alla Nazione nel 2019, l'84enne diceva: «C'è una causa per 400 milioni contro la curatela fallimentare, sono convinto di avere ragione. E semmai dovessi vincere, quei soldi non li voglio io, almeno me ne basterebbero pochi. Gli altri li metterei nella Fiorentina, almeno così sarebbe più facile trattenere Chiesa (ancora dei viola ndr )». La decisione però è definitiva: non proprio il migliore dei regali da ‘scartare' per il compleanno. Lo scrive La Nazione.