La notizia dell’esonero di Carlo Ancelotti è stata rilanciata dai media di tutto il mondo. Inevitabile, visto che si parla di uno dei club più importanti al mondo e di un allenatore conosciuto e apprezzato ovunque. Qualcuno ha parlato di fulmine a ciel sereno e di decisione presa d’impulso, metodo in verità poco consono in Baviera. E infatti, analizzando il profondità il rapporto tra tecnico e società, si scopre che qualcosa si era rotto da tempo e che la lezione di calcio che il Psg ha inflitto al Bayern è stata solo la mazzata decisiva. Un po’ quando un rapporto di coppia balbetta e uno dei due scopre messaggini inequivocabili. E il finale è altrettanto fragoroso.

Per restare in tema, i primi 6 mesi di Carlo Ancelotti al Bayern sono idilliaci. Il tecnico emiliano arriva nell’estate 2016 al posto di Pep Guardiola. Il punto di forza di Ancelotti è la sua capacità di porsi nella maniera giusta con il gruppo, reduce dai metodi di lavoro di Guardiola, non esattamente un tipo malleabile. Ancelotti è maestro nel gestire i campioni. I giocatori lo rispettano per il suo passato da giocatore e il palmares clamoroso. Il suo approccio distesogli apre le porte dello spogliatoio. I primi segni di attrito arrivano nel quarto di finale della scorsa Champions col Real Madrid, che qualcuno battezza come la finale anticipata. Il Bayern esce, oggettivamente danneggiato dagli arbitri nei 180′. Ecco allora che quegli aspetti che avevano aiutato Carletto nei primi tempi, gli si ritorcono contro. Ancelotti, si dice, fa lavorare troppo poco i giocatori, lascia loro troppa libertà e adotta una gestione troppo morbida.

Un altro punto molto importante è quello legato allo staff. Fanno parte del team di Ancelotti i preparatori atletici Giovanni e Francesco Mauri e il figlio di Ancelotti, Davide. Il nutrizionista, Mino Fulco, è il genero di Ancelotti . Finché i risultati sono eccellenti nessun problema, ma appena qualcosa inizia a girare storto gli italiani iniziano a essere troppi. La vicenda assume contorni paradossali quando la stampa attacca i preparatori dopo l’infortunio al piede di Neuer. Ancelotti è costretto a precisare che Neuer, essendo appunto un portiere, ha un preparatore personale.

Non è finita qui. Il Bayern Monaco ha una rosa spaventosa, con tanti giocatori importanti che di volta in volta devono sedersi in panchina. E ultimamente i mugugni avevano superato il livello di guardia. Il malcontento di Thomas Mueller, storico pilastro spesso sacrificato da Ancelotti, è argomento inflazionato su tutti i media, non solo tedeschi. Fino ad arrivare ai leader storici Ribery e Robben, con l’olandese che poche ore fa ha risposto con un eloquente “lasciamo perdere” a una domanda sul suo rapporto con Ancelotti. Fino alla scoppola di Parigi, la classica goccia che fa traboccare il vaso.

 

Gazzetta.it

Comments

comments