Partiamo dal fondo: io ho paura. Ho paura della serie B. Nonostante siamo appena alla 14esima giornata, ho paura di retrocedere. Sopratutto ho paura di perdere l’amore, il trasporto, l’entusiasmo di Rocco Commisso. Ma ci rendiamo conto di quello che ci è capitato? Dopo il fungo atomico chiamato Della Valle, è arrivato a Firenze un’araba fenice di nome Rocco Commisso: introvabile, irreperibile, quanto di più e di meglio potesse capitare ad una società, ad un ambiente, ad una tifoseria. Ed io, visti gli ultimi risultati, ho paura di perderlo. Ho paura di una squadra fragile, che si deprime alla prima avversità. Ho paura di una squadra inesperta, che fa errori banali ed infantili. Ho paura di una squadra timorosa, che preso un gol si impaurisce e non reagisce. Ho paura, infine, di una squadra che per due partite (Cagliari e Verona) non scende in campo. Contro il Lecce gioca 30 minuti, e poi sparisce. Una squadra che da 36 giorni (dal 27 ottobre contro la Lazio) non corre, e quando corre… corre male, corre più lentamente, corre col freno a mano tirato. Una squadra che… non dispone del suo miglior giocatore (Chiesa, che non gioca. E quando gioca, gioca male). Non dispone del suo giocatore più prestigioso (Ribery, che dopo tre giornate di squalifica torna e si rifà male). Non dispone del suo capitano, German Pezzella, infortunato chissà fino a quando, e non dispone del vice capitano Milan Badelj. Ora, su Badelj dobbiamo fare un discorso a parte. Il croato non è più capitano perchè era giusto che lo fosse Pezzella, ma (coram populo) Milan Badelj è il vero leader della squadra. Sennò non ti presenti in Santa Croce e commuovi il mondo leggendo sull’Altare la lettera per Astori. Dov’è finito il vero Milan Badelj? Dopo un anno di inattività con la maglia della Lazio, quanto dobbiamo aspettarlo? La Fiorentina non può aspettare, né lui né Chiesa. Pena una serie di risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

  • MONTELLA, TU QUOQUE? E poi l’allenatore: Vincenzo Montella è un valore aggiunto… per le squadre forti, che hanno una personalità ed una valenza tecnica superiore. Più o meno come la Fiorentina del 2012, che poteva vantare Gonzalo Rodriguez, Pizarro, Borja Valero, Aquilani, solo per citare gli elementi dalla cintola in giù. Poi Cuadrado, Joaquin, Jovetic, Ljajic... Ma per la Fiorentina di oggi, discreta, volenterosa, ma nulla di più, Montella appare come un peso, un pesce fuor d’acqua, un visionario che pretende gioco e spettacolo da chi… non può dartelo. Meglio, molto meglio un Gennaro Gattuso, calabrese come Rocco Commisso, tecnico tradizionale, ruspante, di quelli che urlano in panchina, e che praticano un 4-4-2 comprensibile a tutti. Oppure un 4-3-3 che (forse forse) sarebbe il modulo migliore per una Fiorentina convalescente. Insomma, l’impressione è che, senza la partita di coppa Italia col Cittadella, Vincenzo Montella sarebbe stato esonerato. Per questo abbiamo definito l’aeroplanino un “dead men walking”, un uomo già consapevole del suo futuro. Perchè tutti non lo vogliono più: tifoseria, ambiente, calciatori, Commisso… L’unico a far muro è Pradè, più per amicizia che per altro. Fino alla prossima trasferta di Torino. Certo che se in coppa dovesse andar male, allora…

APPUNTAMENTO AL MERCATO DI GENNAIO… Chi l’ha detto che a gennaio non si possono trovare occasioni che cambino il destino delle squadre? Ricordate Recoba al Venezia? E Davids alla Juventus? E Pato al Milan, Nainggolan alla Roma, e Salah alla Fiorentina? Non è una cosa ricorrente, anzi… abbastanza rara. Però, con un po’ di idee ed un po’ di soldi, si può fare. Alla Fiorentina serve come il pane una mezzala, un centrocampista di sostanza ma che allo stesso tempo si sappia inserire. Praticamente un Benassi migliore. Il centrocampo a tre composto da Badelj, Castrovilli e Pulgar non funziona. Non contrasta, non fa filtro, e non propone. Serve un vertice basso (Badelj o Pulgar), una mezzala tecnica che porti su la squadra (Castrovilli), ed una di gamba, di corsa, che abbia garra, che canti e porti la croce. E questa manca, manca tantissimo. Fino ad arrivare al centravanti. Parliamoci chiaro: se la Fiorentina avesse avuto chessò: Dzeko, Milik, Llorente… non stiamo parlando di Higuain o Lukaku, parliamo di centravanti bravi ma non extraterrestri. Ecco, se i viola disponevano di uno di loro, avrebbero avuto (minimo) 6-7 punti di più. Che sommati agli attuali 16 facevano 22-23 punti, vale a dire settimo posto sopra il Napoli, appena dietro Atalanta e Cagliari. Comunque in piena zona Europa. E invece la Fiorentina di Montella perde da tre partite consecutive, produce gioco ma non segna, sopratutto prende un sacco di gol. Perchè? Perchè il centrocampo non filtra, non contrasta e la difesa va in difficoltà. Vediamo, aspettiamo, poniamoci Natale come limite ed il mercato di riparazione. Ma facciamo presto, perchè a scivolare si fa veloce, e la serie B può essere dietro l’angolo.