Innocenzo Mazzini, ex vice presidente della Figc, è intervenuto nel corso della trasmissione 30° Minuto in onda su Toscana Tv: “Pioli è un bravo allenatore. Contro il Napoli ha contenuto e proposto ripartenze, imbrigliando bene lo schema monotono di Sarri”.

Prosegue sulla gestione Della Valle: “L’autofinanziamento dei Della Valle? La prima cosa che si dovrebbe richiedere ad una società professionistica dovrebbe essere tenere i conti in ordine. Che si faccia attraverso una campagna acquisti-cessioni molto oculata, per cui gli incassi sono superiori alle uscite, o attraverso esborsi dei proprietari, è uguale. L’ideale sarebbe avere dei grandi settori giovanili che ti mettano al riparo da un punto di vista economico”.

E sul comunicato emesso qualche tempo fa: “Comunicato Della Valle? Credo abbiano dato incarico ad una holding di preparare la vendita se dovessero esserci dei compratori. Per ora, secondo quanto mi risulta, non si sono presentati acquirenti”.

Spende alcune parole anche su Calciopoli: “Sarei dovuto essere più prudente e risparmiarmi qualche battuta da toscanaccio quale sono. Calciopoli è stato un grande evento mediatico. Sembrava la madre di tutte le tragedie sportive, ma alla fine è stato tutto prescritto e non sono state trovate transazioni in denaro. La giustizia sportiva non è stata giusta. E’ passata l’idea che io avessi danneggiato la Fiorentina, mentre io sono stato condannato dalla giustizia sportiva per averla aiutata. Non ho mai fatto un affare con Luciano Moggi, quindi ho la coscienza pulita. Se la Fiorentina ha pagato troppo? Si, ha pagato tantissimo. Non è stato fatto assolutamente niente che non fosse permesso”.

E conclude con un pensiero personale sull’attuale proprietà: “Il problema più grosso della presidenza Della Valle è stato la mancanza quotidiana a Firenze. La presenza costante della proprietà è garanzia di risultati, se manca viene a mancare anche un po’ di positività”.

E sul nuovo stadio: “E’ importante, ma è importante anche chi ci gioca. Servono una buona squadra e dei buoni risultati, altrimenti non ci va nessuno allo stadio. E’ un fatto positivo ma non essenziale”.

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