"Mastantuono è un campione, a 19 anni ha già giocato col Real, non si può discutere affatto"
L'ex difensore sudamericano del Milan ha parlato di Mastantuono
Nel corso del suo intervento alla trasmissione Il Salotto del Calcio su TVL, l'ex difensore argentino José Antonio Chamot — che in Italia ha vestito le maglie di Milan, Lazio e Pisa tra le altre — ha espresso la sua opinione sul momento della Fiorentina e sui singoli più rilevanti della rosa viola.
"Mastantuono e Paz? Due grandi talenti. Su Pellegrino serve pazienza"
Chamot ha speso parole di grande stima per il giovane talento viola Franco Mastantuono e per il connazionale Nico Paz:
*"Nonostante la giovane età, Mastantuono è già un punto di riferimento nel nostro campionato. Il suo valore tecnico non si mette in discussione: è un profilo capace di risolvere le sfide da solo. La staffetta con Paz per l'eredità di Messi? Sarà un bel duello, parliamo di due elementi straordinari e di altissimo livello.
Paz ha mostrato colpi incredibili sia contro la Fiorentina che nell'appuntamento con il Manchester United. Dal canto suo, Mastantuono ha offerto una prestazione fantastica nella sfida contro il Venezia. Entrambi non si limitano a essere decisivi in prima persona, ma si mettono al servizio dei compagni e lavorano molto per il collettivo.
Per quanto riguarda Pellegrino, a 24 anni si è ancora giovani: nel campionato italiano è fondamentale acquisire una solida maturità anche sul piano psicologico"*.
"La piazza di Firenze è esigente: servono continuità e coesione"
L'ex centrale si è poi soffermato sulla gestione societaria e sull'ambiente fiorentino:
*"Un tempo c'era maggiore rispetto per la programmazione a lungo termine. Oggi, di fronte a risultati deludenti e a una graduatoria complicata, si tende subito a sollevare l'allenatore dall'incarico, spesso anche per assecondare gli umori della tifoseria. Al contrario, andrebbe individuato il profilo adatto alla propria idea di gioco, sostenendolo con la dovuta pazienza.
Naturalmente la selezione degli atleti resta cruciale, a maggior ragione in una piazza complessa come Firenze dove servono compattezza di gruppo e tenuta mentale. La sconfitta può starci, ma la squadra deve sempre trasmettere ai tifosi la sensazione di dare tutto ciò che l'ambiente si aspetta"*.