Mareggini difende De Gea: "I problemi sono altri, lui non si discute perché è ancora affidabile"
L'ex portiere viola ha parlato del numero uno gigliato
Ai microfoni di Lady Radio, l'ex estremo difensore della Fiorentina Gianmatteo Mareggini ha espresso la propria opinione su diversi temi d'attualità, soffermandosi in particolare sul ko dei viola a Marassi e sul dibattito attorno al ruolo del portiere.
Le perplessità sulle scelte di Vanoli a Genova
«Più che per l'atteggiamento della squadra, la mia preoccupazione nasce dalle decisioni di Vanoli a Genova. La Fiorentina aveva trovato una propria quadratura nelle sfide contro Venezia e Napoli, motivo per cui trovo davvero difficili da comprendere le opzioni tattiche adottate. Si ha quasi l'impressione che i tecnici vogliano sempre cercare l'effetto sorpresa. Per quale ragione è stato rinunciato a Njie? Schierare una mediana di quel tipo denota eccessiva presunzione: gli avversari superavano il nostro centrocampo in estrema scioltezza, senza neppure doversi affaticare. In quella posizione serve uno tra Fagioli e Oulaï; al momento il primo garantisce molte più certezze, è un profilo di valore che va messo nelle condizioni ideali per rendere al meglio.
Fin dalla passata stagione, Vanoli impiega parecchio tempo prima di trovare la quadra definitiva. Continuare a stravolgere l'assetto comporta dei rischi e basta un attimo per smarrire la stabilità, specialmente con una rosa ricca di giovani talenti che hanno bisogno di punti fermi. Era davvero necessario reimpostare l'intero lavoro atletico? La squadra arrivava da prestazioni in crescita ed era in forma, non so quanto questa scelta si riveli utile. A Genova è stato regalato l'intero primo tempo a causa delle scelte iniziali, sapendo bene quanto sia insidioso l'impatto con quella gara nei primi trenta minuti. Sbagliato completamente l'approccio iniziale, la partita è stata compromessa; la formazione rossoblù si sarebbe sfiancata nella ripresa, e non è un giudizio a posteriori».
La gestione del ruolo di portiere e l'apporto di De Gea
«De Gea viaggia verso i 36 anni, dunque è fisiologico che la società cominci a guardarsi attorno e a valutare opzioni come Beltran del River Plate per il futuro, ma non è questo il momento di parlarne. Attualmente c'è troppa confusione nell'ambiente: basti pensare che l'Inter impiega Martinez tra i pali, pur evidenziando evidenti carenze nei tempi delle uscite.
Ribadisco per l'ennesima volta che la resa di De Gea non è in discussione: rappresenta l'ultimo dei problemi per questa squadra. Contro il Napoli è stato determinante per salvaguardare il risultato. L'atleta stesso è consapevole delle proprie criticità nelle prese alte, è superfluo continuare a sottolinearlo. Avrebbe potuto respingere con maggiore efficacia in occasione della prima rete? Forse sì, ma in quell'azione non c'era alcun difensore pronto ad accorrere sulla palla: dove si trovava la linea difensiva?».