L’Atalanta, grazie alla rete in extremis di Freuler, aggancia la Fiorentina in pieno recupero ed il sorpasso in classifica sfuma quindi sulla sirena. La Fiorentina ha sofferto (tanto) ma la caparbietà e la determinazione dei ragazzi di Pioli non sono state sufficienti per conquistare i tre punti.

Tuttavia dove finiscono i demeriti dei viola iniziano le colpe del signor Pairetto e dei relativi assistenti posizionati di fronte al teleschermo. Gli episodi dubbi, e quindi degni di essere analizzati nel dettaglio, sono infatti più di uno…

Partiamo dal calcio di rigore concesso all’Atalanta. Siamo al 60′ quando Ilicic si incunea fra le maglie della difesa viola, andandosi a scontrare con Pezzella. Il contatto pare a tutti gli effetti un normale scontro di gioco che, solitamente, si conclude con un calcio di punizione in favore della squadra impegnata nell’azione difensiva. Dello stesso avviso non sono invece né il direttore di gara, che decreta il calcio di rigore, né tantomeno gli assistenti del VAR, che non rettificano la decisione del collega.

Proseguiamo con altre due dubbie situazioni all’interno dell’area bergamasca. Al 78′ di gioco infatti, sugli sviluppi di un corner, Spinazzola trattiene vistosamente Astori, impedendogli così di andare ad impattare il pallone di testa. Pairetto ed i suoi assistenti, però, non ravvisano gli estremi per il penalty nemmeno in questa circostanza.

L’ultima occasione da moviola si registra all’86’ quando Gil Dias si invola verso la porta dell’Atalanta e, nettamente in anticipo su Berisha, viene toccato dall’estremo difensore albanese che letteralmente aggancia il piede del portoghese. Come in precedenza, tanto per l’arbitro quanto per il VAR, il contatto viene considerato del tutto regolare.

Una serie di sviste alle quali nessuno era più abituato e che, sopratutto, sembrano più che evitabili, alla luce del recente utilizzo del VAR. Tutti mancati provvedimenti che, nel complesso, hanno influenzato nettamente il risultato di una partita giocata con grande personalità dai ragazzi di Pioli.

Gianmarco Biagioni

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