Vi ricordate quando Paulo Sousa disse: “Devo fare l’omelette con le uova che ho“? Erano sempre i primi tempi, ma il messaggio appariva già nitido, financo cristallino: “Gente, con la rosa che ho a disposizione faccio quello che posso”. Ecco, appunto: oggi, al 24 febbraio 2017, quell’omelette è una frittata, punto. E guardate che sono due cose diverse: sembrano uguali, ma non è vero nulla. L’omelette – basta andare su un qualsiasi sito culinario – è più compatta e densa; la frittata risulta più cremosa.

Ok, non siete finiti nel bel mezzo di masterchef, anche se di questi tempi distrarsi non fa mica male. No: stiamo parlando di Fiorentina. Di una viola cremosa e morbida come una frittata. Di un’omelette che non è mai riuscita a Sousa. Ma non solo per colpa sua.

Ok, cominciamo da lui: il portoghese non è esente da colpe. No, perché la Fiorentina che ha a disposizione non è il Real Madrid, ok, ma nemmeno può dirsi inferiore al Borussia o alla Lazio e all’Atalanta, per guardare al campionato. E’ che Paulo sembra essersi come avvitato su sé stesso, prigioniero di una contraddizione che dura da inizio stagione: resto controvoglia, perché non mi avete comprato i giocatori che volevo. Poi ci ha messo del suo, sbagliando cambi, mettendo giocatori fuori posizione, tenendo in panca altri. Vabbé: forse il suo sogno di vincere la Champions in 5 anni, quello che comunicò al suo arrivo a Firenze, lo realizzerà già l’anno prossimo. Nel frattempo non gli conviene tirare i remi in barca: nessun top club vuole ingaggiare un allenatore che ha raccolto risultati mediocri.

Poi i Della Valle. I tifosi li hanno letteralmente supplicati di acquistare giocatori decenti. Sousa pure. Non lo hanno fatto, inutile nasconderlo. E qui il discorso si collega inevitabilmente all’operato di Pantaleo Corvino: anche lui ha fatto con le uova che aveva, ma ha fatto maluccio. I vari Milic, Sanchez e Olivera non hanno spostato l’asticella verso l’alto, anzi. Ha provato a rifarsi a gennaio, con Sportiello e Saponara: al momento due scommesse.

Insomma, mentre tifosi ed addetti ai lavori si spaccano, additando a turno e singolarmente i colpevoli, io dico che il cataclisma è opera di tutti e tre. ADV, Sousa e Corvino ci hanno messo tutti del loro, in negativo. Non c’è un unico colpevole. La frittata l’hanno fatta in tre e devono deglutirla tutti insieme.

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