Le top leghe europee alzano la voce contro Infantino: "La governance della FIFA non è adeguata"
Le richieste delle principali leghe europee per una riforma della governance FIFA
Le top leghe europee attaccano congiuntamente Gianni Infantino. Dopo il tonfo sul progetto di vendere una quota della Coppa del Mondo, la frattura si allarga ulteriormente con la nota diramata congiuntamente da Serie A, Premier League, Bundesliga e LaLiga. Al centro della presa di posizione, la richiesta di porre dei limiti a quello che viene considerato un eccessivo potere concentrato nelle mani di un unico ufficio.
"Parliamo insieme, in quanto membri fondatori di European Leagues e della World Leagues Association, perché comprendiamo quanto l’espansionismo incessante della FIFA abbia ripercussioni su tutti. Ognuno di noi è custode di un sistema professionistico che collega la base del nostro sport alle competizioni nazionali e internazionali di vertice. Riunendo milioni di persone, i campionati nazionali di calcio di tutto il mondo hanno un forte impatto sociale ed economico: sostengono interi settori, creano posti di lavoro e investono nello sviluppo del calcio di base, contribuendo al contempo in maniera significativa alle entrate fiscali delle nostre comunità.
Circa l’uno per cento dei calciatori professionisti del mondo partecipa alla Coppa del Mondo FIFA, mentre i restanti giocatori e i loro club stoppono di competere quando i campionati nazionali si fermano. Eppure, quando la FIFA prende unilateralmente decisioni importanti che ci riguardano direttamente – per esempio, ampliando il Calendario Internazionale delle Partite (IMC) e prolungando i periodi durante i quali le competizioni nazionali devono fermarsi – gli stakeholder maggiormente interessati non vengono realmente coinvolti nel processo decisionale. Una governance della FIFA che concentra un potere regolamentare, commerciale e politico senza adeguati contrappesi nelle mani di un unico ufficio, relegando gli stakeholder interessati a un semplice ruolo consultivo, non è adeguata allo scopo".
Pertanto, la richiesta delle leghe si articola in tre punti: "Concedere alle parti interessate coinvolte un vero ruolo nel processo decisionale. La Fifa deve istituire un organo permanente che rappresenti le principali parti interessate, in particolare le federazioni nazionali, le leghe, i club e i calciatori e le calciatrici del calcio maschile e femminile".
Il secondo punto riguarda la necessità di "garantire un processo decisionale fondato su dati concreti. Ogni proposta importante della Fifa deve basarsi su una motivazione chiaramente definita, su dati concreti a sostegno e su una valutazione indipendente, pubblicate prima di qualsiasi decisione, che riguardino giocatori, club, campionati e tifosi, e che valutino l’impatto su tutte le parti interessate così come sullo sviluppo del calcio".
Infine, le leghe chiedono di "separare il ruolo di regolatore della Fifa dalla sua funzione commerciale. Il ruolo della Fifa come autorità di regolamentazione e custode del calcio deve essere protetto dalla sua funzione commerciale, in quanto organizzatrice di competizioni mondiali, attraverso solide garanzie istituzionali volte a preservare fiducia, legittimità e responsabilità".
La nota chiede inoltre che gli organi FIFA dedicati all'etica, alla supervisione finanziaria e alle elezioni dispongano di "nomine, bilanci e poteri che siano realmente indipendenti dall'amministrazione della FIFA e dalla presidenza". Le leghe si rivolgono poi ai candidati alla prossima presidenza, invitandoli a sostenere questi principi e a convocare, "entro i primi 100 giorni del prossimo mandato presidenziale", una Governance Convention presieduta da una figura indipendente.
"Il calcio ha bisogno di una FIFA forte come istituzione. Ma alla forza deve corrispondere responsabilità. L’autorità della FIFA può derivare soltanto dalla condivisione delle responsabilità, dall’accettazione del controllo e dalla capacità di conquistare la fiducia".