Prima di approdare alla corte di mister Vecchi,  Nicolò Zaniolo ha girato diverse squadre, complice il girovagare del padre Igor, ex calciatore dalle oltre 120 presenze in Serie B a cavallo tra i ’90 e i 2000.

Dalla scuola calcio della Salernitana, passando per Spezia, Genoa e Fiorentina, Nicolo’ proprio in maglia Viola fa vedere tutte le sue qualità con gli Allievi Nazionali. Mezzala mancina dotato di una buona fisicità, timbra la stagione con  22 presenze e 5 gol giocando per lo più da esterno.  Ad inizio estate però la società prende una decisione non illuminata. Chi deve scegliere la sua conferma, valuta Nicolò non pronto né fisicamente né tecnicamente per la Primavera di mister Guidi. Da qui lo svincolo doloroso, dopo 8 anni di settore giovanile.

La Virtus Entella, rimasta alla finestra, non si fa scappare un ragazzo di tale talento, un giocatore che ragiona prevalemente a una dimensione: quella verticale. E’ cresciuto nel mito di Kakà, giocatore al quale non si può ancora paragonare per la carriera ma che sicuramente ha un’impostazione simile al ragazzo di Massa.

In biancoceleste la partenza è in punta di piedi, ma riesce dopo poco a prendersi la scena nella sfida contro il Bologna dove segna il suo primo gol in Primavera. Impiegato da Castorina come trequartista alle spalle delle due punte, Nicolò diventa presto uno dei punti fermi. Partita da ricordare? Quella contro l’Atalanta: i nerazzurri, mai sconfitti in campionato, arrivano a Chiavari e dopo il vantaggio, “scoprono” Zaniolo. Pallone in mezzo all’area, rovesciata ed esultanza rabbiosa, quella di chi sa di aver fatto un capolavoro. Nella ripresa , sempre lui, manda in porta Mota per uno dei due gol dell’attaccante Lussemburghese.

Le gara da segnare con il pennarello rosso arrivano in Tim Cup. Andata al “Bozzi” contro la Fiorentina. E il sassolino se lo toglie eccome, con un gol di sinistro, misto di tecnica, potenza e precisione,  che non lascia scampo a Cerofolini. Il ritorno al Comunale e’ in versione assistman. Prima Mota e poi Alluci per un’altra prestazione sontuosa da parte del numero 10.

Il finale di stagione gli regala 7 presenze con la prima squadra in B proprio con Castorina in panchina. Esordio a 17 anni contro il Benevento, pochi minuti per aggiungere una bandierina nel proprio percorso calcistico: soltanto questo, perché sembrano ben più grandi i traguardi ai quali è destinato questo giovane in grado di immaginare un gioco di più alto livello. L’estate è una di quelle tormentate perché tutte le big vogliono Nicolò, ma è l’Inter quella che si muove con più concretezza e lo strappa alla folta concorrenza: Juve, Roma e Sassuolo in casa, ma fuori in agguato c’erano anche Tottenham e Colonia.

Inizia il ritiro agli ordini di Spalletti, per poi cominciare la stagione con la Primavera. Ad agosto riesce a togliersi lo sfizio dell’esordio con gol in Nazionale Under 19, contro la Croazia: solo un’altra bandierina, nulla di più. In campionato tre partite finora e tutte da protagonista contro Udinese, Milan e infine con il Chievo, partita nella quale segna il suo primo gol in nerazzurro, riuscendo ad evitare la sconfitta. Da scarto viola a punto di forza nerazzurro. Quando la pazienza per qualcuno e’ un limite e per altri una virtu’.

 

Mondoprimavera.com

 

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