27 Gennaio 2022 · 22:55
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La salute al primo posto, ma anche il calcio merita di non perdere credibilità, serve protocollo uguale per tutti

La grottesca gestione dell'ultimo turno di campionato ha evidenziato l'esigenza di varare un protocollo chiaro e univoco.

Firenze, stadio A.Franchi, 30.11.2021, Fiorentina-Sampdoria, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com

UN CALCIO TRISTEMENTE DIVERSO…

Asserire che si stia vivendo una delle parentesi più buie e difficili della storia recente (ma probabilmente non solo), rasenta una assoluta ovvietà; l’emergenza sanitaria nella quale siamo stati costretti a catapultarci ha stravolto le nostre vite, le nostre abitudini e, per esteso anche il ”nostro” calcio,  il cui protocollo è ormai da quasi due anni falcidiato e penalizzato dal Covid-19.

…A CUI NON PUO’ PIU’ MANCARE UN PROTOCOLLO

Fatta questa doverosa premessa, però è bene sottolineare quanto inammisibile  possa essere, alle soglie del terzo anno di pandemia, che il sistema calcio non abbia chiarito in modo acclarato ed univoco la ripartizione delle competenze in materia di rinvii relativi all’insorgenza di un focolaio all’interno del gruppo squadra.

Insomma, che la Lega Serie A non rinvii una partita dopo che l’autorità sanitaria locale (ASL) ha vietato la trasferta di una delle due squadre per la presenza di positivi è una querelle tutta Italiana, che secondo l’opinione di chi vi scrive  mette in luce una triste (quanto inutile) gara di notorietà tra organi che, anzichè coordinarsi e coadiuvarsi, si ostacolano.

Quanto accaduto nell’ultimo turno di campionato, quello che avrebbe dovuto sancire la ripresa dopo la pausa natalizia, ne è una lampante dimostrazione. Come sia pensabile che concedere completa autonomia ad ogni singola ASL possa garantire equidistanza di trattamento è quantomeno singolare, specie se si analizza, per rimanere aggrappati all’esempio dell’ultimo turno di campionato, che per un Bologna-Inter che presentava ”solamente” dieci positivi si sia optato per una sospensione, diversamente da quanto sancito per il match tra Spezia e Verona, quest’ultima vero e proprio ”focolaio” mobile con i suoi oltre dieci soggetti infetti.

Non si tratta, peraltro, solamente del rischio di rendere intermittente un servizio di intrattenimento come il calcio, che vede nel suo milionario bacino d’utenza un’imperdonabile approssimazione, quanto al fatto che il perdurare di un tale grado di incertezza altererebbe i già vacillanti equilibri della competizione conferendo dubbia credibilità al sistema calcio.

Serve chiarezza. Serve che tutte e dieci le società possano avere a che fare con un medesimo protocollo, e serve al più presto. Perchè se è vero, per fortuna, che il nostro paese ha egregiamente saputo rialzare la testa dinanzi alle minacce di questa burrascosa pandemia, allora deve anche essere nelle condizioni di consentire il regolare svolgimento di questo campionato, o quantomeno spiegarne con chiarezza le ragioni di una eventuale (quanto scongiurabile) sospensione.

L’APPELLO DI MAROTTA

Trova assolutamente concorde, in questo senso, l’appello lanciato dal direttore generale dell’Inter Giuseppe Marotta, che sposando questa linea auspica che le ASL e Lega Serie A possano ricevere dall’esecutivo celeri ed esplicative linee guida che possano garantire un campionato, e dunque un servizio, più credibile.

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