La Gazzetta dello Sport riporta: "Ribery inizia la carriera da allenatore, ha scelto Firenze per vivere"

L'ex giocatore francese ha preso il patentino e comincerà questo nuovo percorso

17 settembre 2026 14:02
La Gazzetta dello Sport riporta: "Ribery inizia la carriera da allenatore, ha scelto Firenze per vivere"  -
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Franck Ribéry è pronto ad aggiungersi alla schiera dei tecnici di nuova generazione: un profilo dinamico, motivato e dal respiro internazionale. Il suo identikit parla chiaro: nato nel 1983, un percorso da calciatore vissuto tra Francia, Turchia, Germania e Italia, e la voglia di iniziare un nuovo ciclo in panchina, come evidenziato dalla Gazzetta dello Sport.

Dopo aver ottenuto le licenze B e UEFA A, ha recentemente conseguito anche l'abilitazione UEFA Pro a Coverciano con una tesi dal titolo «Il calcio che vorrei tra tradizione e innovazione, la ricerca della velocità». Un tema originale, in pieno stile con la sua imprevedibilità sul campo, che gli è valso l'apprezzamento dei docenti. Ora Franck attende la chiamata giusta, in Italia o all'estero.

Nel suo elaborato non ci sono schemi rigidi o numeri, ma spazio alla fantasia. La parola guida è Allure, termine francese che richiama il fascino, l'eleganza e la rapidità d'esecuzione: l'idea è un calcio spettacolare e ritmato, paragonabile a un capo di alta sartoria.

Il desiderio per il futuro resta la Serie A, torneo vissuto sul campo con Fiorentina e Salernitana nei suoi ultimi anni da giocatore. Firenze ha un posto speciale nei suoi ricordi: dal caloroso benvenuto nel 2019 al recente ritorno al Franchi per le celebrazioni del centenario viola, dove ha condiviso la scena con icone come Baggio, Batistuta e Luca Toni. La città toscana è ormai la sua casa anche nella vita privata, condivisa con la compagna Greta Beccaglia, giornalista sportiva, dalla cui unione è nato di recente il piccolo Franck (Ribéry ha anche altri cinque figli dal precedente matrimonio).

Con alle spalle un'importante carriera nella nazionale francese e diversi trofei conquistati in Europa, l'ex attaccante intende trasmettere il suo bagaglio di esperienza ai più giovani. Nel suo bagaglio tattico e umano convivono gli insegnamenti di grandi maestri come Ancelotti, Guardiola ed Heynckes, ma anche la concretezza di tecnici come Iachini e Nicola: da ognuno ha preso qualcosa per plasmare la propria identità da allenatore.