La Gazzetta dello Sport riporta: "Il pareggio sazia più la Fiorentina, non si passa al Franchi"
I viola hanno fatto una grande prova col Napoli
Un tiepido sole a metà giornata scalda appena la sfida tra Fiorentina e Napoli, anche se il pranzo allo stadio Franchi lascia una sensazione di maggiore soddisfazione in casa viola. Un gol per parte, due traverse a fronte di un palo e tre miracoli di De Gea contro i due di Milinkovic: sia il bilancio delle opportunità che il punteggio al triplice fischio certificano un perfetto equilibrio. Eppure, considerando le premesse sul campo, a sorridere di più è la formazione guidata da Vanoli. Questo è il quadro tracciato da La Gazzetta dello Sport.
SQUADRA. Sotto la gestione del nuovo allenatore, la Fiorentina conquista il terzo risultato utile consecutivo – il secondo in Serie A – e dimostra prima di tutto di aver trovato una dimensione collettiva. Permangono alcune distrazioni e debolezze ancora da limare, ma l'organico appare finalmente unito: non sbanda dopo essere andato sotto, risponde colpo su colpo in contropiede, corre il rischio di cadere ma sfiora persino la vittoria, portando a casa il primo pareggio interno del campionato. I tifosi presenti sugli spalti, provati dalla giornata afosa e rassegnati a prestazioni ben più deludenti in questo avvio di torneo, applaudono a fine gara: l'atteggiamento e la dedizione dei giocatori sono stati pienamente promossi.
POCO. Il Napoli continua invece la sua ricerca di un'identità: l'impronta di Allegri stenta a emergere, altrimenti la squadra avrebbe gestito con più mestiere la rete di vantaggio e il ritmo del match. Inoltre, un bottino di 7 punti nelle prime 15 disponibilità è decisamente modesto. A brillare sono stati gli estremi difensori e il reparto arretrato piuttosto che le punte: pur schierando quattro centravanti nel corso dei novanta minuti, i palloni giocabili sono stati pochissimi. A risolvere la situazione sono stati un mediano – Gilmour – che segue Lobotka tra i marcatori di giornata degli azzurri, e un terzino d'attacco come Jimenez, favorito nella traiettoria dal tocco di Marin.
I CAMBI. Vanoli prova a pescare la mossa vincente a gara in corso, ma l'impatto di Beto, apparendo piuttosto appesantito, e quello del più raffinato Gonçalves – che spreca un'ingenuità di Gilmour facendosi ipnotizzare da Rrahmani – non danno la scossa sperata. Riceve risposte migliori Allegri dalle proprie riserve, che si ritrovano tra i piedi i palloni del possibile successo: prima Neres controlla e va al tiro, poi Favasuli raccoglie un suo traversone. In entrambi gli episodi, però, De Gea erige un muro guadagnandosi la palma di migliore sul terreno di gioco. Un gradino appena sotto si posiziona Dragusin, quel punto di riferimento difensivo che la Fiorentina sapeva di aver ingaggiato ma che finora non aveva ancora ammirato: annulla completamente Hojlund e, successivamente, Lucca.