1 Dicembre 2020 · 00:05
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La Fiorentina di oggi e quella del 2008. Stesso modulo diversi interpreti. Cosa cambia?

Stesso modulo diverse caratteristiche cosa può cambiare? Differenze tra la Fiorentina attuale e quella della Champions

FLORENCE, ITALY – AUGUST 26: Head coach Cesare Prandelli of Fiorentina looks on before the Champions League match between Fiorentina and Sporting Lisbon at Artemio Franchi stadium on August 26, 2009 in Florence, Italy. (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

Molto spesso per analizzare le caratteristiche di gioco di una formazione di calcio, viene utilizzato come sistema di analisi, lo schema tattico di riferimento. Parliamo quindi di 4-4-2, 4-3-3, 4-2-3-1 e via discorrendo.
Si sottovaluta invece, altrettanto spesso, come sia l’atteggiamento in campo della squadra, le caratteristiche tecniche dei giocatori, l’aggressività  messa in campo eccetera a rendere uno schieramento più o meno offensivo, più o meno manovriero e più o meno compatto.

Prendiamo dunque, come modello di riferimento la formazione della Fiorentina di Prandelli, all’epoca della prima Champions League, schierata con il 4-2-3-1 e la compariamo con un ipotetico stesso schema e come potrebbe scendere in campo oggi.
Analizzeremo prima le formazioni, considerando le caratteristiche tecniche prima dei singoli, poi di reparto, al fine di evidenziare e comparare similitudini e differenze, così da immaginare cosa potrebbe essere la Fiorentina di oggi schierata con il 4-2-3-1.

2008                          2020

FREY                         DRAGOWSKY

UJFALUSI                MILENKOVIC
DAINELLI                 PEZZELLA
GAMBERINI            CACERES
PASQUAL                BIRAGHI

MONTOLIVO.          AMRABAT
DONADEL.              PULGAR

VARGAS                 RIBÉRY
MUTU                     CASTROVILLI
MARCHIONNI       CALLEJON

GILARDINO           VALHOVIC

PORTIERI
Le caratteristiche degli estremi difensori, non hanno grande rilevanza da un punto di vista tattico, ma Frey aveva indubbiamente rispetto all’attuale portiere della Fiorentina, una maggior capacità di dialogo con i compagni di reparto, oltre a doti tecniche e fisiche difficilmente arrivabili. Aveva nelle uscite forse l’unico tallone d’Achille. Il buon Dragowsky ha ottime qualità ma per arrivare al portierone francese ha ancora tanta strada da percorrere.

LINEA DIFENSIVA A 4
Forse tra tutti i reparti, quello arretrato é quello con le maggiori similitudini. Sulla destra, sia Ujfalisi che Milenkovic hanno attitudini simili, sono due centrali adattati al ruolo di terzino destro. Anche le caratteristiche tecniche non sono poi troppo distanti, sebbene il serbo si lasci preferire da un punto di vista di prestanza fisica ed il ceco in termini di rapidità.

Nel gioco delle coppie centrali, la formazione del 2008 é forse assortita in modo migliore, con Gamberini che ricopriva il ruolo del marcatore in senso stretto, sfruttando una velocità ed una rapidità fuori dal comune e Dainelli che, nelle corde aveva oltre ad una prestanza fisica importante, anche una predisposizione e capacità ad impostare la manovra. Pezzella e Caceres, sono invece due centrali classici. Caceres seppur con caratteristiche diverse ritengo possa svolgere la funzione che nel 2008 ricopriva Gamberini, mentre Pezzella, come il proprio compagno di reparto, si fa preferire in marcatura piuttosto che, in fase di impostazione. Questa risulta essere una mancanza tecnica, dell’attuale comparto difensivo.

Pasqual/Biraghi, invece, hanno caratteristiche tecniche molto similari, facendosi entrambi preferire in fase di spinta piuttosto che in fase di contenimento. Si deve però sottolineare, come in fase di cross, Pasqual sapesse essere più incisivo di Biraghi.

Al netto di questo, possiamo considerare i due pacchetti arretrati molto similari tra loro per caratteristiche, sebbene quello del 2008 avesse a mio avviso qualcosa in più in termini di versatilità ed in fase di transizione positiva.

I 2 DAVANTI ALLA DIFESA
In questa zona del campo, invece, abbiamo due coppie con caratteristiche piuttosto distinte. La coppia Donadel/Montolivo era molto ben assortita, con il primo che svolgeva la funzione di incontrista. Donadel era un vero e proprio motorino inesauribile, molto bravo nell’andare in pressione, accorciare gli spazi ed a frapporsi nelle linee di passaggio. Sapeva all’occorrenza districarsi anche in fase attiva, seppur non dotato di un lancio illuminante.
Riccardo Montolivo che nasce trequarti, ha saputo ben adattarsi al ruolo di centrocampista basso, seppur l’interpretazione del ruolo, fosse per ovvi motivi non classica in senso stretto. Riusciva ad accorciare e fare densità, ma aveva nella conduzione palla, nei tempi di gioco e nella capacità di fare girare la squadra le sue doti migliori. I due rappresentavano comunque una coppia ben assortita ed entrambi erano anche dotati di un buon tiro da fuori. Montolivo risultava essere molto bravo anche negli inserimenti.

Il duo formato da Amrabat e Pulgar, ha caratteristiche diverse rispetto a Montolivo Donadel. Amrabat é una mezzala a tutto campo, con attitudini di recuperatore di palloni e la capacità di pressare a tutto campo. Su Pulgar invece esiste, a mio avviso, un equivoco tattico. Molti sostengono sia un regista atipico, mentre nei fatti é un giocatore che in gergo calcistico viene chiamato equilibratore. Da non confondere quindi con il regista. Equilibratore sta a significare, un calciatore che é in grado di dettare i tempi di gioco, ma che molto spesso fa giocate semplici, non ha quindi, la capacità di illuminare il gioco e fare la giocata, propri del regista classico. Alla Pirlo per intendersi.

Uscendo dunque da questo equivoco tattico, si evince come la coppia del 2020 sia sostanzialmente formata da due incontristi, in grado di garantire una forte copertura al pacchetto arretrato, ma carnete in fase positiva.

I 3 DIETRO LA PUNTA
Il trio formato dal loco Vargas, il fenomeno Adrian Mutu e Marchionni é molto ben assortito, ed ha la caratteristica di offrire un discreto equilibrio alla squadra, considerando che i due esterni non sono veri e propri attaccanti. Marchionni nasce infatti come centrocampista di fascia e Vargas addirittura come terzino di spinta. Al centro però abbiamo una vera e propria punta, con il killer istinct e le caratteristiche tecniche del vero e proprio fenomeno.

Vargas era un vero e proprio animale, dotato di una forza fisica mostruosa e di un tiro da fuori, devastante. Poteva con con la stessa naturalezza, andare sul fondo e crossare per le punte (a Liverpool ricordano bene) che calciare da fuori.
Marchionni invece era un vero e proprio equilibratore tattico, spesso poco appariscente, ma determinate nel fornire coperture e scali.
Mutu invece come detto, era una sorta di punta aggiunta, giocava spesso attaccato a Gilardino e come un condor spesso si fiondava sulle seconde palle e le tramutava in occasioni da goal. Il suo score era sempre pari a quello della prima punta. Per Adrian fornire un assist al bacio, oppure segnare un goal strappa applausi era naturale come andare a fare la spesa.

Il tridente dietro la punta del 2020 ha caratteristiche molto diverse, seppur si tratti di un trio di tutto rispetto. Infatti a differenza del precedente, il tridente di trequarti del 2020 ha sugli esterni, i giocatori più offensivi ed estrosi ed al centro un giocatore come Gaetano Castrovilli che, seppur dotato, sia tecnicamente che di talento, avrà sicuramente l’onere, di essere tra i tre, colui che, dovrà creare equilibrio e dare il giusto apporto alla mediana viola.

Ribery é un fuoriclasse assoluto, un calciatore capace di creare costantemente superiorità numerica ed in grado di avere sempre in serbo la giocata decisiva. Va detto che, rispetto a Mutu, le sue caratteristiche lo portano più a servire assist per i compagni, piuttosto che andare direttamente in goal. Dall’altra parte abbiamo Callejon, forse tra i tre, il più attaccante. Sicuramente quello che ha più goal nei piedi. Il suo marchio di fabbrica é quello di sparire dall’azione, passare dietro le maglie difensive avversarie per poi apparire come un cobra in zona goal, dove spesso risulta letale.
Gaetano Castrovilli é il classico numero 10, giocatore di talento cristallino sul quale spesso i compagni di reparto si appoggiano, ha però ancora nella discontinuità nel corso della gara, il suo tallone d’Achille. Questo reparto é forse più equilibrato rispetto a quello del 2008, ma sicuramente il tabellino delle reti piange e non poco.

LA PUNTA
Il paragone tra Vlahovic e Gilardino, può quasi apparire irriverente, tanto é ad oggi, il divario in termine di score, ma non soltanto, tra i due attaccanti. Si tratta comunque di due calciatori con caratteristiche tecniche completamente diverse e che quindi portano anche a certe modifiche di interpretazione del modulo stesso. Ma questo tema lo affronteremo dopo. Gilardino é una vera e propria punta da area di rigore, abilissimo nella protezione della palla ed un vero e proprio killer dell’area di rigore. La sua capacità realizzativa era apparsa evidente fin dalla giovanissima età, i numeri della sua carriera non hanno  potuto che confermare queste prime impressioni. In area di rigore poteva segnare in qualsiasi modo, di testa, al volo, in rovesciata e potrei continuare fino a domani mattina. Sapeva però anche giocare per la squadra, sapeva difendere bene palla, consentendo anche ai compagni di rifiatare, qualora la partita lo richiedesse.

Su Dusan una premessa é d’obbligo, ovvero che si tratta di un ragazzo molto giovane, alle prime esperienze nella massima serie. Detto questo non si può che evidenziare alcune lacune che, appaiono quanto mai evidenti.
Vlahovic é dotato di una ottima tecnica di base e di un fisico importante. In queste caratteristiche, si lascia addirittura preferire a Giardino, ma quanto a determinazione, freddezza sottoporta ed acquisizione dei movimenti della punta, siamo in alto mare. Egli agisce ancora spesso, troppo lontano dall’area di rigore, per cui  finisce per non rendere quasi mai difficoltosa, o meglio problematica, la copertura della zona di tiro da parte dei difensori avversari. Anche nel fondamentale della copertura del pallone risulta essere spesso inefficace, finendo con mettere in difficoltà il resto della squadra che, non ha modo di rifiatare. Ultimo aspetto é rappresentato dai movimenti ancora troppo banali ed orizzontali, per questo spesso facilmente leggibili dagli avversari. Insomma giovane progetto di campione ma ancora veramente molto acerbo.

ANALISI D’INSIEME
Questo tipo di analisi é già sufficiente per comprendere le differenze di interpretazione dello stesso modulo tattico, da squadre con caratteristiche diverse, ma senza una lettura d’insieme risulta complesso comprendere il quadro tattico a 360 gradi.

Da un punto di vista di fase negativa (ovvero di non possesso) appare chiaro come la formazione del 2020 si lasci preferire, infatti sia il comparto difensivo che la linea a 2 davanti alla difesa ha peculiarità soprattutto legate alla copertura piuttosto che alla costruzione della manovra. Lo stesso reparto formato dai tre dietro la punta garantisce un maggiore equilibrio, seppur una pericolosità minore. Forse soltanto il vertice della squadra ovvero il Gila può garantire rispetto a Dusan un maggiore equilibrio  per tutti i motivi già spiegati.

In fase positiva invece abbiamo l’ ago della bilancia che pende con decisione nella direzione della formazione del 2008. Già analizzando la difesa e la linea mediana abbiamo visto come Dainelli e Montolivo hanno caratteristiche di palleggio ed impostazione nettamente superiori rispetto ai dirimpettai del 2020, inoltre la linea dei tre trequarti hanno nel proprio score numeri in termine di realizzazione decisamente superiori. Anche nelle modalità di attacco ci sono differenze sostanziali, infatti molto spesso la Fiorentina del 2008 allargaa molto gli esterni al fine di creare spazi al centro per le due bocche da fuoco che appunto erano Mutu e Gilardino.

Differentemente la Fiorentina attuale avrà due diverse necessità che dovrà in qualche modo unire. 1) sostenere Vlahovic che non potrà sostenere da solo il peso dell’attacco 2) far conquistare il centro a Ribéry e soprattutto Callejon in modo tale che questi possano arrivare alla conclusione.
Ciò che ipotizzo é che a Vlahovic verrà richiesto a seconda delle dinamiche di gioco ora di venire incontro e smistare ora di andare in profondità per creare spazi ed a Castrovilli di muoversi molto, spesso arretrando anche la sue azione per lasciare libero il corridoio centrale per i due esterni e magari ricoprire la funzione di appoggio.
Questo nella speranza che babbo natale possa regalare a Prandelli se non in regista almeno una punta di peso che con mestiere possa andare ad occupare l’area di rigore.

a cura di Marzio De Vita

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