"Kayode si merita la Nazionale, se Mancini lo schiererà darà tutto sé stesso per la maglia azzurra"
Il terzino azzurro può debuttare domani sera contro il Belgio
Antonio Soda, il tecnico che ha guidato Michael Kayode al Gozzano nel campionato di Serie D, ha espresso la sua gioia ai microfoni di Radio Sportiva per la prima chiamata in Azzurro dell'ex difensore della Fiorentina.
“Se scenderà in campo con l'Italia, darà l'anima” «Sapere che Michael ha speso parole di stima nei miei confronti è un'emozione forte – ha raccontato Soda –. Non è la prima volta che esprime gratitudine, ma con l'approdo nella Nazionale maggiore tutto acquisisce un sapore diverso. È un ragazzo posato, educato, sostenuto da una famiglia che gli ha trasmesso principi solidi: quando parla è estremamente trasparente. Merita subito una maglia da titolare? A dire il vero la chiamata ce l'aspettavamo anche prima, considerando che ha già trascinato l'Under 19 alla vittoria dell'Europeo segnando nella finalissima. Dopo la parentesi positiva alla Fiorentina, ha compiuto un ulteriore salto di qualità affermandosi ad alti livelli con il Brentford. Il CT Mancini ha fatto benissimo a convocarlo; spero vivamente che gli dia uno spazio importante perché se lo merita ampiamente, visti i sacrifici enormi fatti lungo il percorso. Michael ha una fame costante di imparare e in campo sputa il sangue: se avrà l'occasione di giocare, darà tutto per la maglia azzurra».
“Una crescita tecnica spaventosa, le sue rimesse erano già un'arma” «Quando l'ho allenato io era praticamente un bambino di sedici anni: era reduce dall'addio al settore giovanile della Juventus e doveva rilanciarsi. Alla prima seduta di allenamento sono rimasto folgorato dalla sua potenza: negli uno contro uno non lo superava mai nessuno e a noi al Gozzano servivano proprio dei giovani pronti per la Serie D. Ciò che mi impressionò fin da subito fu la personalità con cui affrontò il calcio dei grandi, messi spesso in crisi dalla sua freschezza e da un'esplosività atletica coltivata anche grazie all'atletica leggera. Negli anni è migliorato tantissimo sotto l'aspetto tecnico e della lettura tattica. Al debutto con noi procurò un rigore e salvò una rete sulla linea prima di trovare anche la via del gol, momenti che fecero emergere tutto il suo valore. Le rimesse laterali? Questa dote straordinaria era già evidente al Gozzano: grazie alla sua forza fisica non faceva alcuna fatica e studiammo dei veri e propri schemi per sfruttare quei palloni scagliati in area, un fondamentale che con la maturazione fisica è diventato ancora più devastante».