Niente da fare, nemmeno contro il Frosinone. Il mal di gol attanaglia la squadra di Gattuso che non riesce a trovare la vittoria al Benito Stirpe e spreca una nuova occasione per restare agganciato al treno Champions. Lo 0-0 contro la squadra di Baroni è figlio di una squadra preoccupata, frenetica, che non riesce a trovare soluzioni offensive adeguate e rischia moltissimo quando viene attaccata con tanto campo da coprire. Gattuso le ha provate tutte, onestamente, per il materiale che ha a disposizione.

Il 4-3-3 proposto in avvio, almeno in fase di possesso palla, si è acceso a intermittenza soprattutto grazie a qualche (troppo poche) accelerazioni di Castillejo che hanno condotto a un palo colpito e a un bell’intervento di Sportiello in tuffo. E il Milan avrebbe anche subito lo svantaggio se il Var non avesse suggerito a Guida di andare a rivedere il contatto a centrocampo tra Crisetig e Calhanoglu da cui era scaturito il cotntropiede vincente finalizzato da Ciano.

E’ vero il Milan ha condotto il match dal punto di vista del possesso e del dominio territoriale ma di occasioni vere e proprie (a parte quelle nel primo tempo) non ne ha create. Donnarumma, invece, si è esibito in una gran parata su tiro dalla distanza di Ghiglione e Higuain ha ancora affrettato le giocate e sbagliato negli ultimi 20 metri. La buona volontà c’è, anche la voglia e lo spirito di sacrificio, ma al Milan, in particolar modo oggi, è mancata la qualità e i guizzi di Suso che avrebbero potuto scardinare una difesa ben messa a punto da Baroni.

Gli innesti di Laxalt e Conti per ridare vigore alla corsia di destra non hanno dato gli effetti sperati. Il Frosinone ha giocato bene, con ordine, in maniera semplice e ha portato a casa meritatamente un punto. Per Gattuso la situazione, di classifica e personale, diventa sempre più complicata. La vittoria manca dal 2 dicembre contro il Parma, quattro partite consecutive senza segnare sono troppe per le ambizioni dei rossoneri e il digiuno di 59 giorni di Higuain continua a pesare sui risultati della squadra. Anche oggi, il Pipita ha fallito un paio di clamorose occasioni, segno inequivocabile che l’argentino non si sente tranquillo sottoporta. L’ultima del trittico natalizio contro la Spal sarà determinante per capire se questo Milan può guarire immediatamente oppure se ha bisogno di tempo.