Grosso a Paratici: "Se mi vuoi bene, esonerami". Il problema? Esterni considerati poco adatti al suo gioco
Grosso aveva chiesto esterni simili a Berardi e Laurienté
Cinquantanove giorni per promettersi amore e poi dirsi addio. La storia tra la Fiorentina e Fabio Grosso è durata poco e finita male e potrebbe avere uno strascico ancora peggiore, con azioni legli. Tutto svanito dopo poche settimane insieme, tanto da spingere la società a scegliere la via dell’esonero dopo solo tre giornate di campionato. Un avvio terrificante, peggiore di quello di un anno fa con Stefano Pioli (due punti in tre match), ma che comunque non aveva ancora fatto perdere la fiducia nel tecnico.
«Se mi vuoi bene, esonerami»: sarebbe stata questa la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso. Frase che Grosso avrebbe detto a Paratici domenica, aggiungendo la definizione di «inallenabile» (lo disse anche Sarri della Juventus di CR7) come valutazione della squadra. Stando alla ricostruzione degli ultimi giorni fatta dal club, Grosso aveva perso la fiducia nella Viola e non era più convinto di poter raggiungere risultati con il gruppo costruito da Paratici in estate: 13 acquisti, per un totale di 130 milioni spesi, che però per il tecnico non erano funzionali al gioco che voleva fare.
Il focus è sempre stato sugli esterni: Grosso aveva chiesto ali simili a Berardi e Laurienté, che aveva al Sassuolo, e invece sono arrivati giocatori con caratteristiche differenti, considerati poco adatti al suo calcio. E la squadra avvertiva il clima di negatività. Lo riporta La Gazzetta dello Sport.