Gosens: "La Conference è stata un'esperienza bellissima, ho giocato in posti che non conoscevo neanche"

L'ex giocatore viola ha ricordato le trasferte europee

08 agosto 2026 18:33
Gosens: "La Conference è stata un'esperienza bellissima, ho giocato in posti che non conoscevo neanche" -
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L'ex esterno e leader viola Robin Gosens ha parlato dalla Germania a BergamoNews:«Sono arrivato soltanto da un paio di settimane, eppure mi sembra già passato un anno intero! Faccio ancora fatica a rendermente conto del tutto. Firmare con lo Schalke rappresenta per me la chiusura di un cerchio perfetto, arrivata al termine di un lungo cammino affrontato negli ultimi anni. Un percorso fatto di momenti esaltanti e periodi complessi, ma essere giunto qui con queste premesse ha un che di eccezionale: per me e per la mia famiglia è stupendo ripartire dal punto in cui la mia avventura era cominciata. Ovviamente mi dispiace non poter scendere in campo contro l'Atalanta, visto che si sfidano le due formazioni a cui sono più legato, ma magari in futuro ci sarà modo di incrociarsi di nuovo nelle coppe europee».

Il giudizio su Raffaele Palladino «Osservando la situazione da spettatore esterno, la mia sensazione è che abbia svolto un eccellente lavoro, sia nella gestione del gruppo che nella crescita dei singoli. Credo tuttavia che la decisione della società non sia stata presa per andare 'contro' Palladino, quanto piuttosto per la volontà di azzerare tutto e ripartire da capo, intraprendendo una strada del tutto nuova e costruendo una differente identità di gioco».

L'affetto per la Conference League «Ho una visione decisamente romantica del calcio. L'idea di scendere in campo in nazioni poco note e contro club sconosciuti ai più mi entusiasma enormemente. La Champions League resta senza dubbio il palcoscenico più prestigioso, ma ricordo ad esempio la trasferta in Polonia contro il Jagiellonia a novembre: due ore e mezza di volo seguite da diversi chilometri in autobus per poi giocare con una temperatura di 13 gradi sotto zero. Molti dei miei compagni si domandavano dove fossimo finiti, mentre io ne ero completamente conquistato. Viaggi sfiancanti verso mete in cui difficilmente metterai di nuovo piede: l'Atalanta dovrà prepararsi a questo tipo di contesto e ad affrontare rivali con concetti di gioco inusuali. Si tratta di trasferte lunghe che prosciugano le energie, considerando anche i rientri al venerdì con la necessità di rigiocare subito la domenica alle 12:30. È un impegno gravoso, ma resta un'ennesima grande opportunità per alzare un trofeo, anche perché l'Atalanta si presenta ai nastri di partenza come una delle principali candidate al titolo».