Gazzetta: “Commisso fino ad oggi ha investito 504 milioni. Monte ingaggi fa paura, arriverà a 110 milioni”
La Fiorentina si ritrova ultima in classifica nonostante gli 89 milioni investiti sul mercato estivo
La Fiorentina si ritrova ultima in classifica nonostante gli 89 milioni investiti sul mercato estivo e il settimo monte ingaggi della Serie A, un paradosso che alimenta le domande dei tifosi e dello stesso Commisso, proprietario dal 2019. I successi recenti - due finali di Conference League e un sesto posto in campionato - sembravano confermare la bontà del progetto, ma il nuovo ciclo affidato a Pioli, scelto per ambizioni da Champions, è crollato dopo appena dieci giornate, rivelando una lunga serie di errori tecnici e gestionali.
Sul fronte mercato, gli investimenti sono stati ingenti: 15 milioni per Gudmundsson, 13,5 per Fagioli, 7 per Gosens, 25 per Piccoli, 15 per Sohm, 9 per Fazzini, 3 per Lamptey e 0,3 per Kospa, più il prestito da 1 milione di Nicolussi Caviglia. Una spesa da 89 milioni, compensata solo in minima parte dalle cessioni di Kayode (17 milioni) e Ikoné (2). Il bilancio al 30 giugno 2025 ha registrato una perdita di 23 milioni, nonostante 56 milioni di plusvalenze; nell'esercizio attuale non sono previsti introiti simili. Intanto il monte ingaggi cresce: Dzeko percepisce 1,8 milioni netti, Pioli resta a libro paga con un triennale da 3 milioni netti, e gli stipendi complessivi saliranno di 15 milioni, fino a quota 110 milioni, cifra che colloca la Fiorentina al settimo posto in Serie A per costo del personale.
La proprietà può sostenere questi livelli di spesa grazie all'impegno finanziario di Commisso, che ha investito 504 milioni: 143 per acquistare il club e 361 immessi direttamente, divisi tra Viola Park e settore tecnico. La sponsorizzazione della maglia porta ulteriori 25 milioni l'anno, ma non basta a evitare bilanci in rosso, eccezion fatta per il 2021-22 con le plusvalenze di Vlahovic e Chiesa (107 milioni). Senza cessioni importanti, l'esercizio al 30 giugno 2026 si prospetta in forte deficit, confermando come il problema non siano le risorse economiche ma la gestione e le scelte che hanno portato a una squadra costosa, ma incapace di ottenere risultati. Lo riporta La Gazzetta dello Sport.