28 Gennaio 2022 · 11:59
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Frey: “Ribery vuole restare. Sicuro che noi avremmo vinto l’Europa League. Corvino? Ha rovinato il mio sogno”

Frey parla della Fiorentina toccando diversi temi, l'attualità, la sua squadra e le avventure europee. Ed ha svelato che uscirà una canzone "...coi capelli di Frey"...

Oggi Sebastien Frey è ospite a Passione Fiorentina TV, live su Twitch, ecco i passaggi più interessanti:

Che cambiamento ti aspetti per la società il prossimo anno. Quali sono i cambiamenti che faresti?

Prima di tutto io ristrutturerei internamente partendo dall’alto, una riorganizzazione, c’è stata un po’ di confusione in questi anni. La proprietà è quella che va a decidere e a determinare per quelli che stanno sotto.

Si sta parlando di quale allenatore possa arrivare, secondo te qual è il più adatto? Quali giocatori terresti e quali no?

Tutti i nomi degli allenatori che sono accantonati, sono allenatori che nella mia generazione sarebbero venuti di corsa perchè eravamo competitivi, la squadra andava. Bisogna mettersi nei panni di un allenatore che oggi non ha una certezza. Grazie al progetto devi convincere allenatori importanti. Quando sento Gattuso, De Zerbi e Sarri, tre nomi che mi piacciono, vedrei in una Fiorentina competitiva. A livello caratteriale prenderei Gattuso per la grinta, a livello calcistico De Zerbi che si sta confermando una garanzia, idea buona di gioco. Sarri? Il problema sarà a livello economico, dei tre quello più lontano.

L’allenatore più adatto alla gran parte della rosa?

Dico De Zerbi. I giocatori ed allenatori ai miei tempi avrebbero sognato di venire alla Fiorentina, deve ricrearsi un po’ questo spirito. Società con basi solide e poi squadra competitiva, in base al budget e alle possibilità. Chi non crede al progetto sicuramente può anche cercare altre strade. Terrei Vlahovic. Su questi ragazzi dobbiamo puntare, intorno a questo dobbiamo costruire una squadra nuova.

All’andata con un episodio particolare, la Champions non l’avremmo vinta. L’Europa League invece, sarebbe stato bello tornare in finale, sicuro che avremmo portato a casa un trofeo. Mi sarebbe piaciuto rimanere nella storia, noi sicuramente abbiamo vinto l’affetto dei tifosi. La ciliegina sulla torta sarebbe stato avere un trofeo a casa.

Come prese il gruppo la sconfitta?

Come perdere una finale, perdere la semifinale ai calci di rigore fa molta rabbia. Questa è la sconfitta che ad oggi non ho ancora digerito. Di fronte ho la mia stanza dei trofei, mi sarebbe piaciuto vederne uno della Fiorentina, penso che sarebbe stato meritato per il gruppo che avevamo. Noi avevamo dei giocatori pronti per le grandi partite, credo che anche per il gruppo nostro, ci saremmo tutti superati, avremmo dato un qualcosa in più poi magari la perdi uguale ma te la giochi.

In quei momenti riaffiora la rabbia dei tifosi, Fiorentina outsider. Di quello spogliatoio, il più forte, il più carismatico e quello che hai visto cambiare di più?

Il più forte Adrian Mutu per le qualità che aveva, nonostante quello che si diceva a livello umano, fuori dal campo ognuno ha la sua vita. Non ha mai abbandonato nessuno. Il più carismatico, escluso me, Dario Dainelli perchè era veramente un uomo spogliatoio, ragazzo straordinario, un capitano sempre allegro, organizzava tutto ed anche Luca Toni. Nello spogliatoio rideva sempre, era lì tranquillo e faceva le sue prestazioni. Un po’ atipico, ma così tanto carismatico, piacevole da vedere. Più grandi margini di miglioramento Jovetic, era introverso e timido al suo arrivo. Grazie al gruppo nostro l’abbiamo tranquillizzato e poi ha avuto una crescita mostruosa. Nell’anno della Champions è esploso.

Con quale giocatore hai più legato?

Sono in buoni rapporti con tutti, sento Mutu, Toni, Vargas, Dainelli, Gilardino. Abbiamo veramente legato, uno due volte all’anno ci sentiamo tutti.

Te entreresti a far parte della società?

A me di stare nel calcio di oggi mi interessa poco, ho tanti altri progetti. L’unica società sarebbe la Fiorentina, un ruolo in campo assolutamente no. Preferirei fare dell’altro. Sarebbe bello organizzare una squadra di leggende, riunire un po’ tutti. Non bisogna far morire questa bella scintilla che il tifoso ha avuto nei confronti di tutti noi. Un po’ di tempo fa ho proposto un progetto, se dovesse arrivare credo che sarebbe una cosa bella.

Chi ha fatto la storia sono le due squadre che hanno vinto lo scudetto, non bisogna dimenticarli. Sicuramente c’è la nostra generazione, di Batigol, Rui Costa, hanno lasciato un segno importante a Firenze negli ultimi trent’anni. Vorrei poter dire nei prossimi anni che dopo di noi ci sarà un’altra squadra che lascerà una bella impronta. Lo auguro alla piazza ed ai ragazzi che si sentono addosso una maglia bella come quella viola.

L’anno scorso, quella maglia di Socrates è stata eletta la più bella nella storia della Fiorentina. 

Sì, sì confermo, che orgoglio averla.

Oltre a Dragowski, c’è un portiere su cui tu punteresti? Qual è?

Dragowski, a prescindere se piace o non piace. Lui è tanto criticato. Se valuto questa stagione, chi ha fatto il suo dovere oltre le difficoltà uno di questi è Dragowski, potrebbe essere una garanzia per la prossima stagione. Difetto? Lo vedo bravo sulla linea di porta, fa interventi importanti.

Il coro…

Lo hai provato a Firenze? Un dj francese ha fatto una canzone con questo coro, a breve arriva la bomba. “Coi capelli di Frey…”. La canzone l’ho recuperata stamattina, la devo registrare e poi partiamo, penso che a giugno inizierete a sentirla.

Quali giocatori terresti per il prossimo campionato?

Io terrei Dragowski perchè è un portiere che sta facendo bene, che è già pronto per la Serie A non si trova così facilmente. terrei Vlahovic, Castrovilli e Ribery. Non immaginate il lavoro che quest’ultimo sta facendo all’interno dello spogliatoio soprattuto nei confronti dei giovani. A prescindere della stagione complicata, Ribery nella Fiorentina è come Ibra nel Milan. Ribery vuole restare. Si trova bene, almeno un altro anno si sentirebbe di farlo se si leggono le condizioni. Ribery o metteva nelle condizioni il suo compagno, lì fa la differenza, poi si è fatto male, ha fatto fatica a tornare e a ritrovare la forma fisica. Franck ci tiene, mi racconta dei ragazzi. Castrovilli mi ha detto di Ribery, ma è il parere un po’ di tutti, vedono un campione con così tanta umiltà e voglia di lavorare, di dimostrare, che un ragazzo che vede un campione che ha ancora fame ti deve motivare. E’ uno dei motivi per cui lo terrei, trasmettere questo amore per il calcio. Ora tutto il contorno del calciatore è molto difficile. Anche una stagione fatta bene basta, per la maglia sudata a fine partita un tifoso fiorentino ti ringrazierà sempre, c’è bisogno di giocatori antichi per trasmettere questo oggi.

Come convinceresti Vlahovic a restare nella Fiorentina?

Per convincerlo bisogna sicuramente fargli capire che c’è un progetto, un obiettivo, entro due stagioni bisogna riportare la Fiorentina in Europa. Sarà molto richiesto, quando un giocatore fa così bene, è normale che le grandi squadre lo stanno puntando. Chiesa quando è andato era già pronto per la Juve. Vlahovic non è ancora pronto per una grande, deve ancora acquisire fiducia. Sta arrivando in alto, per rimanerci ci vuole continuità. Se fossi in lui rimarrei ancora un altro anno, per esprimere di nuovo le mie qualità. Se la Fiorentina poi non fa bene farò un altro ragionamento.

Ribery, è un capo carismatico, è anche perchè i giovani non hanno giocato con grandi campioni, in grandi piazze, è anche per questo?

Il giocatore se è bravo è stato bravo, il suo modo di comportarsi. Franck si prende cura del suo corpo, penso che siano questi i dettagli che fanno la differenza, devo arrivare in alto, devo fare dei sacrifici. Come ti alleni giochi. Io la partitella non la volevo perdere, questo ti crea spirito di competizione. Non vado in campo perchè passino i 90′ così non si crea un gruppo.

Mutu?

Fenomeno.

Boruc?

Un concorrente sleale, anche in allenamento. Non tengo un buon ricordo. Siamo quasi arrivati alle mani. Quando mi sono rotto il ginocchio sono stato indisponibile per quasi sei mesi, una parentesi a Firenze spiacevole.

Divin Codino?

Un maestro, da lui a livello umano ho imparato molto. Sono stato con lui nell’Inter ed aveva un carisma, sempre sorridente, grande professionista, ho sempre visto una luce nei suoi occhi. Dopo il suo infortunio abbiamo instaurato un legame speciale.

Corvino?

Lui l’artefice del casino, lui mi ha rovinato il sogno di poter chiudere la carriera a Firenze. Molto deluso da tutto ciò, ho sempre rispettato la maglia. Quando le squadre top mi volevano sono rimasto a Firenze. Sarei potuto essere ancora protagonista con un po’.

Prandelli?

Il capitano della nave che ha condotto questa bellissima Fiorentina in campionato per anni, che ha riportato grazie a noi la Fiorentina in A, in Europa ed ha fatto in modo che la Fiorentina fosse la sagra più temuta del campionato. Grande allenatore, fa parte di noi.

Qual è la partita che ti ricordi con maggior affetto? Quella a cui sei più legato…

Sono stato bersagliato contro la Lazio, oltre la mia prestazione, sono stato protetto dai miei compagni. Quando ero decisivo era diventata la normalità, quando non facevo parate stratosferiche dicevano i tifosi che non stavo bene. La gente mi ha messo come un portiere decisivo ma non solo a Firenze. Ricordo contro l’Everton, partita speciale, raramente penso di aver così tanto sofferto in una partita. Gara a senso unico, a casa loro, un boato per 120′ alla fine i miei compagni hanno calciato cinque rigori perfetti, ce n’è uno da parare e lo paro. Percorso in Champions? Dico Liverpool. Bayern Monaco? Per un episodio clamoroso ci hanno frenato i nostri sogni. Passare un turno anche per noi sarebbe stato bello. La partita che mi resta nella gola è quella contro il Glasgow, uscire ai rigori, con calci di rigore tirati male. Era meritato se vincevamo qualcosa per rimanere nella storia.

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