Sarebbe facile magnificare il 3-1 al Milan (a San Siro), la prova di Ribery, quella di Chiesa (a parte il rigore ma, come disse qualcuno, i rigori li sbaglia solo chi li tira). E poi la regia di Badelj (e lo faremo), il primo gol di Castrovilli in serie A, insomma… dopo un trionfo esterno contro il Milan, sembrerebbe tutto facile. E altrettanto facile fermarsi qui. Noi, invece, vogliamo partire dal fondo. Dalla parte opposta. Vale a dire, da come (non) ha giocato il Milan. O meglio, da come la Fiorentina, la forza, la personalità, l’organizzazione dei viola abbia impedito al Milan di giocare. Come recita il titolo: come la Fiorentina di MOntella abbia annichilito il Milan. Attenzione, i rossoneri hanno ottime individualità, non sono così scarsi: da Suso (inseguito a lungo dalla Fiorentina in estate), a Leao (contro di noi gol da fuoriclasse), a Romagnoli, Donnarumma, Theo Hernandez, Kessie… Anche Calabria, in un ruolo dove c’è penuria, è un ottimo terzino. Eppure stasera tutto il Milan è sembrato impaurito, incapace di reagire. E’ sembrato rendersi conto, fin da subito, di avere di fronte una squadra superiore. In tutto. Una Fiorentina superba: per tecnica, tattica, carattere e personalità. Questo, a nostro parere, è il dato più confortante: il Milan che ha paura della Fiorentina e depone le armi dopo pochi minuti. Perchè, come si dice a Firenze, contro questa Fiorentina non ce n’è per nessuno.

  • SEMBRA IL 2012: lo avevamo già scritto qualche tempo fa… “quante analogie col 2012”. Montella, Pradè, la stagione precedente disastrosa, la ricostruzione, il ritiro trascorso senza calciatori… in attesa del mercato. Questo finchè non c’era il campionato. Adesso, alla sesta giornata, le analogie crescono in maniera esponenziale. Va beh, il 3-1 di oggi come il 3-1 del novembre 2012… fin troppo banale. Andiamo oltre: oggi la Fiorentina ha otto punti, esattamente come la Fiorentina del 2012. Ha pareggiato contro la Juventus, in casa, per 0-0… come nel 2012. Tra l’altro disputando (in entrambi i casi) una grande partita. Una delle migliori della stagione. Il calendario: nel 2012 Udinese (l’Atalanta di oggi), Napoli, Catania, Juve ed Inter. Oggi, più o meno, tarabaralla. Il modulo: il 3-5-2 con Milenkovic-Pezzella-Caceres che ricalcano (diciamo) Roncaglia-Gonzalo-Savic. Lirola e Dalbert come Cuadrado e Pasqual, forse più difensivi ma ci siamo. Il trio meraviglia (obiettivamente superiore) Aquilani-Pizarro-Borja Valero come Pulgar-Badelj-Castrovilli. E poi arriviamo al duo d’attacco: Jovetic e Ljajic come Chiesa e Ribery. Si apra il dibattito: chi è meglio? Quelli che finiscono per IC oppure quelli della catena transalpina? Noi crediamo che Chiesa e Ribery siamo migliori, e nemmeno di poco. Come crediamo che il centrocampo del 2012 si faccia preferire all’attuale. La difesa? Beh, parliamone… Manca il portiere: tra Dragovski e Viviano diciamo che, se non è zuppa…
  • IL CENTRAVANTI DOVE LO METTO? C’è però la variabile centravanti. Montella in sala stampa ha ammesso che aspetta il numero 9, che sia Pedro (più probabile) o Vlahovic, ma in ogni caso aspetta un centravanti. Anzi… aspetta di far giocare un centravanti. E siccome (ci siamo informati) in 12 non si può giocare, bisogna cambiare modulo. Difesa a tre intoccabile, non tanto come modulo quanto come uomini: gli attuali difensori sono di gran lunga i migliori in rosa. Intoccabili anche i due esterni offensivi, che oggi giocano di punta, ma che in realtà sarebbero un sette ed un undici: Ribery e Chiesa. A centrocampo guai a chi tocca Castrovilli, così come Pulgar. Ed il Badelj visto a San Siro? Imprescindibile, insostituibile, decine di palle recuperate, gestione mirabile della manovra, insomma il Badelj che conoscevamo. Bentornato. Restano fuori i due esterni di centrocampo Dalbert e Lirola. Obiettivamente, tra le sorprese di quest’inizio stagione, va messo anche il brasiliano: ottima tecnica (del resto se non sanno giocare loro…) buona gamba, buona anche la capacità difensiva. E su questo c’erano molti dubbi. Dalbert, insomma, calciatore funzionale per il 3-4-3 di Montella. Che poi, proprio grazie a Dalbert, si potrebbe trasformare in una difesa a tre e mezzo che rovescia la fase offensiva in quella difensiva. E viceversa. Come faceva Alonso con Paolo Sousa. Chi resta fuori? E’ presto detto: Paul Lirola. Ci spiace per il volenteroso spagnolo, ma per ora è quello che ha deluso di più. Nonostante la società ci abbia creduto, investendo su di lui 10 milioni di euro. Però, come già accennato, in 12 non si gioca, e allora…

LA CLASSIFICA CHE FA MORALE: intanto siamo tornati a sinistra. Della classifica. Quant’è che non ci stavamo? Tanto, tanto tempo, che manco ce lo ricordiamo. Ci ricordiamo invece che in trasferta non vincevamo dal 17 febbraio scorso (4-1 sulla Spal a Ferrara. Segnò pure Gerson…) e dopo il tabù interno (il 2-1 alla Samp) abbiamo sfatato anche quello esterno. Adesso c’è l’Udinese e poi la sosta… aspetta un po’? Anche questa statistica copia il 2012, quando alla settima battemmo il Bologna e poi ci riposammo. E all’ottava trovammo il Chievo fuori casa. Stavolta ci tocca il Brescia… anch’esso fuori casa. Chi ci vuol credere ci creda, certo che la stagione 2012-2013 finì con un quarto posto (discutibile) che oggi vorrebbe dire Champions League. Ai posteri…