La premessa è doverosa e, credeteci, lo avevamo detto alla vigilia: contro il Genoa è importante dare continuità. Cioè… non perdere. Missione compiuta. Del resto la gestione Iachini, per il momento, è quasi da record: 5 partite, tre vittorie e due pareggi, due soli gol subìti, il passaggio del turno in coppa Italia (contro l’Atalanta, per di più in 10), insomma… non ci possiamo lamentare. Quindi, tutti oggi speravamo (e credevamo) di vincere, quantomeno di fare una partita migliore, ma di questi tempi va bene anche così… E poi il Genoa, seppur ultimo, ha buoni calciatori. Superiori alla sua classifica. Perin, Criscito, Schone, Sturaro, Pandev, Sanabria, e prima o poi (già i prodromi si erano visti in Genoa-Roma) i valori dovevano venire fuori. Semmai è stata la Fiorentina a stupire… in negativo. Avevamo assistito personalmente all’allenamento a porte aperte di lunedì scorso, ed il clima (oltre alla condizione fisica) sembravano ottimali. Federico Chiesa avrebbe avuto una settimana in più di allenamento nelle gambe, e sappiamo che quando Federico sta bene… non c’è trippa pe’ gatti (Iachini docet). Il Genoa, nonostante i calciatori sopra citati, era pur sempre la cenerentola del campionato: meglio incontrare lei oppure il Real Madrid? C’erano quindi tutti i presupposti per fare bene, anzi… benissimo. E invece abbiamo assistito ad una squadra lenta, impacciata, impaurita, sopratutto dopo l’errore di Pezzella sul rigore di Criscito (anzi, doppio errore: entrambi su Favilli quando non ce n’era proprio bisogno), calciatori più o meno esperti condizionati pesantemente da un episodio negativo. Tra l’altro terminato col lieto fine. In definitiva una squadra che sembrava non crederci, che assisteva inerme alla pavidità del proprio allenatore, che cambiava… ruolo per ruolo. Esce Cutrone, entra Vlahovic. Esce Castrovilli, entra Eysseric. Esce Venuti, entra Maxi Olivera. Si, avete capito bene: Eysseric e Maxi Olivera. Di primo acchito abbiamo pensato al Joshua Brillante di montelliana memoria. Ovvero: cara società, questo passa il convento, o mi comprate qualcuno, oppure questi sono. Peccato, sopratutto nel giorno della scomparsa di Narciso Parigi. La Fiesole ha cantato: “Uno di noi, Narciso uno di noi”. Mai messaggio poteva essere più azzeccato. E proprio perchè Narciso era uno di noi che… col Genoa non avrebbe apprezzato. Avrebbe lasciato Cutrone in campo, avrebbe messo Vlahovic e schierato il tridente. In alternativa avrebbe inserito Sottil, perchè Narciso era un entusiasta, un gaudente, un coraggioso. Ed avrebbe voluto vedere una Fiorentina… com’era lui. Un motivo in più, per Iachini ed i calciatori tutti, per far bene in futuro.

  • INTER, CHE OCCASIONE! Partiamo dalla coppa Italia, e lo diciamo subito: mercoledì a San Sire è un occasione da non perdere. L’Inter, reduce dal pareggio interno contro il Cagliari, miracolata dalla sconfitta della Juve al San Paolo, avrà altro a cui pensare. Senza Brozovic e Skriniar, Conte presumibilmente farà turn-over, e la Fiorentina dovrà approfittarne. A costo di sacrificare la partita con la Juve. Sappiamo che, dicendo questo, siamo visti come profanatori nel tempio… ma questo è. Una semifinale di coppa val bene un sacrificio. Anche perchè a Torino sarà emergenza difesa, senza Milenkovic e Caceres. Non saremo tra quelli che hanno intravisto nell’arbitraggio di Orsato un atteggiamento vessatorio, addirittura chirurgico. Fatto sta che l’arbitro di Schio ha ammonito (e squalificato) due dei tre diffidati in casa viola. Con atteggiamento e comportamento, appunto… chirurgico. Obbligatorio, quindi, il ritorno alla difesa a quattro, con Pezzella-Ceccherini difensori centrali, Lirola e Dalbert esterni in un centrocampo a quattro, Castrovilli ed uno tra Pulgar e Benassi nel mezzo. Dietro a Chiesa e Vlahovic. Che, abbiamo visto, si alterna con Cutrone per una maglia da titolare. Aspettiamo comunque l’Inter mercoledì, quando tutto (o molto) potrebbe cambiare.

CHI DICE LE BUGIE? Mancano 4 giorni al termine del mercato, e alla Fiorentina mancano un centrocampista (meglio due) ed un difensore. Ma non riserve, ripieghi, o meri componenti della rosa… servono due titolari. Ed allora, bypassando i giudizi tecnici, ci chiediamo: ma non è che qualcuno non ce la conta giusta? Riavvolgiamo il nastro: Commisso ci dice che i soldi ci sono, che c’è la voglia di investire, che c’è l’intenzione di vincere (quanto prima) un trofeo. Bene, anzi benissimo… ne prendiamo atto. Dall’altra parte un direttore sportivo (Daniele Prade) che confessa di avere 30 milioni di euro avanzati in estate, ammette l’errore tecnico su Pedro (ed infatti prende Cutrone), dichiara che verrà preso un centrocampista ed un difensore. Ribattiamo noi… quando? Per la stagione prossima forse. E per quest’anno? Mancano 15 punti alla salvezza, magari ne mancano 25-30 alla qualificazione in Europa League. Perchè non provarci? Perchè aspettare l’ultimo giorno quando abbiamo già sprecato Bologna, Atalanta, Spal, Napoli e Genoa? Duncan del Sassuolo, per esempio: te lo vendono a 20 milioni? Ok. Tu lo valuti 15? Ancora ok. Ma perchè non lo prendi? Solo per risparmiare 5 milioni su un calciatore che piace tantissimo a Iachini (lo ha avuto nel Sassuolo), ha 27 anni (nel pieno della maturità tecnico-atletica), che come caratteristiche incarna perfettamente ciò che manca alla Fiorentina? Dice: Duncan non è Tardelli, non è Pizarro, non è Antognoni. Ma va? Aspettavamo voi… E’ comunque un centrocampista superiore ai vari Badelj, Pulgar e Benassi, e quindi va preso. Anzi… andava preso, il 2 di gennaio. Cari signori, dopo anni di supercazzole, Firenze vuole chiarezza. Diteci pure che gli acquisti con la A maiuscola (tipo Amrabat) arriveranno a giugno, che la stagione resta di transizione, che la priorità attuale non è la squadra, bensì… sono le strutture. Stadio e centro sportivo. Ma non diteci che i soldi ci sono, oppure: “ho dato mandato a Prade’ di comprare”, perchè dopo anni di promesse non mantenute non ci crede più nessuno. E non è il caso di gettare alle ortiche questo immenso bonus costruito sull’amore verso Rocco, Joe e Joseph. Datevi una mossa, ce lo chiede la classifica. Ed anche i tifosi…