Ha girato tanto, tantissimo. Forse troppo. Probabilmente, fosse dipeso da lui, non sarebbe mai andato via dal Manchester City o dalla Juventus. Squadre importanti (seppur i suoi Citizens, circa 10 anni fa, non fossero ancora quelli di oggi). Club prestigiosi, in cui lui poteva starci benissimo. Qualche scelta sbagliata con il trascorrere degli anni, come lui stesso ammette, e qualche valutazione errata di alcune persone. Questo, però, lui non lo dirà mai. Non gli piace trovare alibi, preferisci guardare dentro sé stesso e fare ‘mea culpa’ e guardare avanti. E avanti vuol dire Serie A.

Lui è Valeri Bojinov, classe ’86 di Gorna Orjahovica cresciuto nel nostro Paese che lo ha fatto diventare un uomo. Oggi gioca nel Partizan Belgrado, storico club della Superliga serba che definisce un campionato molto duro. Duro sì, ma non avvicinabile per dimensione alla realtà italiana. Una realtà in cui vuole essere ancora protagonista, come racconta in questa lunga intervista concessa in esclusiva a TuttoMercatoWeb.

Il presente si chiama Partizan Belgrado: come prosegue questa avventura?
“Dopo tanti anni in cui ho girato molto, conoscendo tante realtà e ambienti diversi, mi stuzzicava l’idea di un’esperienza come questa. Ho avuto la fortuna di vestire maglie importanti, sia in Italia che negli altri campionati, e il progetto che mi hanno proposto a Belgrado era veramente importante. Voglio far bene con questa maglia, indossata da tanti giocatori che hanno fatto strada. E penso a Savic, Ljajic, Jovetic… Chi è passato da qui ha fatto poi il salto, oppure si è rilanciato dopo qualche stagione non estremamente positiva. Pertanto ho voluto cogliere questa opportunità, qui si può puntare alla Champions League. Per me è un’esperienza molto bella, i tifosi sono caldissimi, proprio come in alcune piazze in Italia, per esempio Firenze, Napoli e Roma”.

Qual è il livello della Superliga serba?
“Ho fatto bene fino a questo momento, segnando più di 20 gol. La cosa che fa riflettere è che in tanti, quasi tutti, si aspettavano dal sottoscritto un rendimento del genere, ma non è facile per nessuno fare bene qui. Non si deve dar mai nulla per scontato. Il campionato è molto duro, se non sei concentrato e preparato fisicamente vai in difficoltà contro tutti. Le altre squadre, che considerano le partite contro il Partizan come una sorta di evento, danno tutto e anche di più. Tanti stranieri che arrivano nel campionato serbo fanno fatica, si trovano spiazzati per il ritmo che trovano. Tutti giocano alla morte contro le squadre più importanti. Se non ti cali alla perfezione nella parte fai fatica contro tutti”.

Il suo contratto scadrà nel giugno del 2017: quali sono i suoi progetti?
“Non nascondo assolutamente che il mio desiderio è quello di tornare in Italia, ma non per giocare nelle categorie inferiori. Voglio la Serie A, questo è il mio obiettivo. Qualcuno deve credere in me, io non voglio pregare nessuno. La mia carriera parla chiaro: ho 30 anni e qualsiasi giocatore a questa età è nel pieno della propria maturità. Si pensa di più, si riflette di più. Insomma, sono più maturo. Credo di poterci ancora stare in Serie A”.

Ha girato parecchio, forse troppo, nelle ultime stagioni: secondo lei cosa non ha funzionato?
“Non mi piace dare le colpe agli altri, non è nel mio stile. Con estrema onestà dico che ho commesso degli errori. In 15 anni di Italia ho imparato tanto, sono cresciuto come uomo e la mia mentalità è un po’ italiana. Così sono maturato e sono diventato adulto. Ripeto, potrei dire che qualcuno si è comportato male con me, ma non lo faccio e non farei mai dei nomi. La responsabilità è mia”.

Cosa non rifarebbe?
“Con tutto il rispetto per le maglie che ho vestito, non sarei mai andato in Serie B. Senza dubbio. Era un campionato non ‘mio’, non c’entravo con quella realtà”.

In tanti, però, avrebbero voluto di più considerando il suo status.
“Vero, ma è troppo facile dire ‘Bojinov in Serie B deve vincere da solo’. No, non è così. La gente che non sa di calcio pensa questo, ma quando un giocatore è abituato ad altri livelli è durissima calarsi in una realtà del genere”.

Ovvero?
“La differenza di valori è evidente. Senza voler mancare di rispetto a nessuno, ci mancherebbe, dico che un giocatore come me, abituato ad altri campionati e squadre, viene risucchiato nel livello di un torneo dove la qualità è nettamente inferiore. Ripeto, io ho le mie colpe, ma nessuno può dire che Bojinov ha fatto male in Serie B perché non aveva voglia e si allenava male. Non scherziamo, questo non lo accetto”.

Ha avuto l’opportunità di tornare in Serie A in estate?
“No, nessuna fino a questo momento. Devono arrivare delle chiamate, io non voglio propormi a nessuno. Spero comunque di tornare, è il mio obiettivo. A 30 un giocatore è maturo al 100%, guardate Balotelli. Gioca in un ottimo campionato, in una grande squadra ed è sereno. Sta facendo bene, per un calciatore arriva un momento in cui pensi ‘Bene, ho 30 anni: cosa voglio fare della mia carriera? Mi do una regolata o getto tutto al vento?’. Poi quando hai 40-50 e arrivano i rimorsi, beh… non si può più tornare indietro”.

Da lontano, che idea si è fatto del campionato italiano? Il discorso Scudetto è già chiuso?
“Inutile negarlo, la Juventus è troppo forte. Credo vincerà lo Scudetto, quella squadra ha sempre una fame incredibile. Ho giocato lì e so cosa sia la mentalità bianconera. Se uno non ha questa mentalità fa fatica, e in tal caso te la inculcano. Non ci sono alternative. Quando metti piede a Vinovo devi essere in un certo modo”.

Pensa che sia competitiva anche per la Champions League?
“Prima forse no, adesso con Higuain sì”.

Le altre, invece, fanno fatica.
“Mi dispiace vedere Inter e Milan in queste condizioni. Ai miei tempi c’erano giocatori pazzeschi: penso a Ibrahimovic, Adriano, Crespo, Stankovic, Figo, Zanetti, Veron, Maldini, Seedorf, Shevchenko, Inzaghi, Pirlo, Nesta… Con tutto il rispetto per i giocatori di oggi, non c’entrano nulla con la dimensione di Inter e Milan. Sicuramente è sceso il livello della Serie A rispetto a qualche anno fa. Speriamo possa riprendersi la Roma, al pari del Napoli, anche se l’infortunio di Milik è un brutto colpo”.

In conclusione, qual è il sogno di Bojinov?
“Tornare in Serie A. Sembrerò ripetitivo, ma voglio un’altra chance. Sono motivatissimo, e vedere giocatori come Buffon e Totti mi dà ulteriore carica. Io ci sono e sono pronto. La Serie A è la mia dimensione”.

Tuttomercatoweb.com

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