Ferrara: "Caso Biraghi? Già chiamarlo così fa sorridere. Racconta il potere dei procuratori"
Sei stato il prescelto, il favorito, l'intoccabile. Per anni...
Benedetto Ferrara ha commentato il caso della settimana, ovvero quello esploso intorno a Cristiano Biraghi nelle pagine di La Nazione: “Tra una Coppa e il Campionato ecco a voi il caso Biraghi. Che già chiamarlo così fa sorridere. E invece è una questione seria che racconta il calcio di oggi, il potere (presunto o reale) dei procuratori, gli elementi psicologici che possono caratterizzare la vita di un super professionista. Il fatto è che tutti noi ci siamo resi conto che un ribaltamento di ruoli avrebbe potuto portare a una qualche reazione. Da capitano a panchinaro, può succedere, è successo.
La ribalta non è mai per sempre. Accadono cose, a volte rivoluzioni. Sei stato il prescelto, il favorito, l'intoccabile. Per anni. In fondo aver indossato la fascia di capitano tanto a lungo è solo un onore da ricordare per sempre. Ma questo Cristiano Biraghi di sicuro lo sa bene. Certo, lui è stato un giocatore divisivo. E' stato attaccato a volte ingiustamente, così come è stato criticato perché fa tutto parte del gioco. E' stato anche difeso. Dalla società, certo, in particolar modo dalla proprietà, che ha tutto il diritto, e anche il dovere, di difendere i suoi "dipendenti". Ma è stato anche difeso da molti tifosi, e anche questo fa parte della logica sentimentale di chi vive il calcio con passione.
Si discute. E Biraghi, nel bene e nel male, sicuramente ha fatto discutere. Quello che non si capisce, però, è ciò che un procuratore azzarda sapendo bene di non dare una mano al suo assistito. Lui dice che porta via Biraghi e Parisi: il primo lo scaraventa nell'occhio del ciclone social, il secondo lo mette incautamente sullo stesso piano. Assurdo: per età, per investimento, per margini di miglioramento possibili e probabili. E poi che senso ha alzare un polverone in un momento così speciale, con la Fiorentina lassù in classifica e una città che sogna? Sicuramente certe dichiarazioni non aiutano Biraghi, che da parte sua ha tutto il diritto di chiedere di andare a giocare altrove, ma seguendo altre strade, quelle più degne di un uomo che ha indossato a lungo la fascia che fu di Davide Astori.
Tra l'altro la storia del suo agente è curiosa, perché lui cura gli interessi di due giocatori che coprono lo stesso ruolo nella stessa squadra. Poi succede che ne arriva un terzo e i due finiscono in panchina. E anche che la Fiorentina vola alta. Già. Sinceramente ci piacerebbe di più se questa storia finisse qui e lasciasse il posto a un dialogo sereno e a parole meno estreme.
Tra l'altro va anche detto che il tecnico, per portare avanti la sua rivoluzione senza creare traumi, aveva anche provato a far giocare l'ex capitano da centrale difensivo. Era una occasione. Fallita. Ok, noi speriamo che se l'ex capitano andrà via a gennaio, il tutto avvenga senza rancori. Biraghi nel frattempo potrebbe chiarire la sua posizione e perfino decidere di cambiare agente. Ma questa è una decisione che spetta solo a lui e a noi interessa poco. Come canta Samuele Bersani: Lasciami sognare in in pace”.
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