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Labaro viola: il mondo viola minuto per minuto
Esonero Montella inevitabile, ora si gioca per salvarsi. Tra colpe della società, successore e mercato
Editoriali

Esonero Montella inevitabile, ora si gioca per salvarsi. Tra colpe della società, successore e mercato

Redazione

21 Dicembre · 14:22

Aggiornamento: 21 Dicembre 2019 · 14:22

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di Paolo Lazzari 

Una scelta inevitabile: il Montella bis si chiude qui, come ampiamente annunciato da settimane, dopo un’inarrestabile corsa verso lo sprofondo. I titoli di coda giungono inesorabili a margine dell’ennesima disfatta, l’1-4 interno contro la Roma che ha il retrogusto amaro della resa in campo e sugli spalti. Un’avventura, quella di Vincenzo, che era iniziata sotto le peggiori premesse: un’impressionante sequela di sconfitte condite da due pareggi  avevano già fatto scattare un campanello d’allarme. Commisso aveva però deciso di dare fiducia al mister, spinto anche da Pradè: il problema non era la guida tecnica, ma la rosa a disposizione. Già: quasi banale marcare il fatto che se Montella è stato esonerato le colpe non sono soltanto sue.

Andandosene, ha rilasciato il veleno che teneva pronto nella coda: “Una squadra si giudica dai gol dei centravanti”, ha dichiarato ieri, quando sapeva che il suo destino era ormai segnato. Come dire: senza una punta vera cosa pretendevate? Vlahovic ha sprigionato la forza dei vent’anni, ma non può bastare. Pedro non ha mai messo piede in campo. Ora partirà l’assalto a Cutrone, che al Wolverhampton non gioca quasi mai, mentre al Milan aveva coltivato una media goal pazzesca. Non basterà: rinforzi servono in tutte le zone del campo, perché la Fiorentina resta una squadra terribilmente corta e mediocre anche nei ricambi. Senza Ribery e con l’involuzione di Chiesa la viola si è sgretolata.

Si chiude qui un 2019 orribile: 17 sconfitte, 15 pareggi e 10 vittorie. Una media da retrocessione pura. Ed è proprio annusando quest’aria che verrà fatta la scelta del prossimo allenatore: già circolano prepotentemente i nomi di Iachini, Ballardini e Nicola, gente che sa come salvarsi. Perché l’attuale dimensione della Fiorentina, una volta sgonfiato l’effetto simpatia di Rocco, è maledettamente questa.

Addio dunque ad ogni velleità di bel gioco, a nomi altisonanti come quello di Spalletti (già, ma ammesso e non concesso che si superi il problema ingaggio, chi glielo farebbe fare di venire a Firenze oggi?) o a suggestioni come Di Francesco (un fidanzamento che prima o poi s’ha da fare). Primo salvarsi, recuperando fiducia e serenità. Il pacco di Natale che tutti i tifosi non si aspettavano di scartare sotto l’albero.

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