Il bicchiere di Pioli stavolta è mezzo vuoto. Quello di Crotone non può che essere un passo indietro significativo in termini di continuità e credibilità, ma soprattutto di autostima. Un approccio troppo morbido di chi voleva la quarta vittoria consecutiva e che invece dell’auspicato poker ha raccolto solo una sconfitta che brucia. Tanti i problemi che emergono, primo fra tutti la scarsa profondità della panchina. O meglio, delle alternative che hanno impedito di fatto a Pioli di fare un ‘mini’ turnover, auspicato alla vigilia della partita contro il Torino.

Certo, l’infortunio di Thereau ha di fatto complicato i piani dell’allenatore che si è dovuto affidare ancora a un Eysseric troppo discontinuo al momento per essere una pedina determinante.

Il francese, insomma, è troppo importante per gli equilibri soprattutto offensivi della Fiorentina. Non una scoperta, considerato che è stato preso in fretta e furia a campionato già iniziato, richiesto a gran voce da Pioli. Poi c’è l’approccio sbagliato, la cui dimostrazione più lampante è la serie di errori che commette Astori, uno che dovrebbe essere invece il punto di riferimento non solo della difesa. Invece i suoi errori condizionano e i viola non riescono a scrollarsi di dosso i timori che affiorano e restano sulla superficie di una squadra che si scopre troppo timorosa dei propri limiti. Ha ragione Pioli quando dice che la Fiorentina è stata poco compatta ed equilibrata, sbagliando troppo nella manovra e nei movimenti. Come dire: se non siamo lucidi e giochiano sotto ritmo anche la penultima diventa un ostacolo insormontabile. Figuriamoci la Roma. E l’allenatore lo sa bene.

 

La Nazione

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