E. Pierozzi: "Il Benevento darà filo da torcere alla Fiorentina. Rimango un tifoso viola"

"Il Franchi per me significa tanto"

13 agosto 2026 09:23
E. Pierozzi: "Il Benevento darà filo da torcere alla Fiorentina. Rimango un tifoso viola" -
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Undici anni di viola alle spalle e il Franchi davanti agli occhi con una maglia diversa addosso. Per Edoardo Pierozzi , terzino destro classe 2001, quella di domani sarà una partita speciale: la prima da ex contro la Fiorentina, la società che lo ha accompagnato per gran parte della sua crescita.

Ma il Benevento non ha intenzione di fare da comparsa: dopo la rimonta sul Ravenna, i sanniti arrivano a Firenze per giocarsi l'accesso ai sedicesimi di Coppa Italia. Per Pierozzi , emozioni e agonismo si incroceranno nella stessa notte. Ecco le sue parole a La Nazione.

Che effetto le fa, Pierozzi, tornare a Firenze per una gara da dentro o fuori??

«È una partita che ho tanta voglia di giocare. È una vita che non torno al Franchi e sarà bello farlo davanti alla mia famiglia. Per noi sarà un test importante, ma lo sarà anche per la Fiorentina».

Da fiorentino, cosa proverà a giocare contro la maglia che ha indossato per tanti anni??

«Rimango un tifoso della Fiorentina. Ho avuto meno possibilità di arrivare in prima squadra rispetto a mio fratello ma il Franchi per me significa tanto: voglio vivere questa partita con serenità, divertendomi».

C'è qualcuno degli anni trascorsi nel settore giovanile che le verrà in mente tornando a Firenze?

«Sicuramente Rocco De Vincenti, lo storico team manager della Primavera, che è anche un caro amico di famiglia. Poi penserò ai tanti allenatori che ho avuto: da mister Bigica a mister Fazzini, ai magazzinieri e a tutte le persone che hanno condiviso con noi quegli anni speciali. Sono ricordi che resteranno indimenticabili».

A Benevento è diventato un idolo: i tifosi l'hanno ribattezzata 'San Pierozzi'. Come è nata questa storia?

«Da alcune prestazioni e da tre gol segnati in una settimana allo scadere. Erano momenti importanti, che ci hanno permesso di staccare il Catania e di ottenere poi la promozione in B. Da lì è nato lo scherzo coi tifosi».

Dopo tanti trasferimenti, ha scelto di fermarsi a Benevento. Quanto era importante trovare continuità?

«Negli ultimi anni ho girato tanto e ho avuto la fortuna di vincere in piazze importanti come Cesena, Pescara e Benevento. Ma per un giocatore la continuità è fondamentale: ogni cambio comporta un periodo di ambientamento e avevo bisogno di fermarmi. Era il momento giusto».

Floro Flores è arrivato a novembre e ha cambiato il vostro cammino. Cosa vi ha dato?

«È un allenatore giovane che vive ancora lo spogliatoio come uno di noi. Non tutti gli allenatori riescono a farlo ma i risultati lo gli hanno dato ragione. Le sue idee si sposano bene con il mio modo di giocare».

Nel 2018 lei aveva 17 anni ma Fiorentina-Benevento fu la prima partita dopo la morte di Astori. Che ricordo ne ha?

«Quel pomeriggio, non ero allo stadio perché ero impegnato in trasferta con la squadra ma la ricordo bene, con lo stadio pieno e una coreografia da parte della Fiesole da brividi. Fu una partita emozionante, con sentimenti contrastanti, ma anche una bellissima occasione per ricordare Davide».

E la nuova Fiorentina di Grosso come le sembra?

«Ha fatto una campagna acquisti incredibile. Mastantuono e Atta sono giocatori super. La società sta costruendo una squadra giovane e bella: sarà stimolante confrontarsi con loro».

Il Benevento, però, non verrà al Franchi per fare una passeggiata…

«Assolutamente. Per noi è una partita importante anche perché è l'ultimo test prima del campionato. Quando affronti una squadra di categoria superiore vuoi dimostrare il tuo valore. Daremo filo da torcere alla Fiorentina».

E se dovesse segnare, esulterebbe?

«Oddio, non saprei… ma non penso lo farò».