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Di Livio: “Coppa Italia deve far capire alla Fiorentina che le finali non si giocano ma si vincono”
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Di Livio: “Coppa Italia deve far capire alla Fiorentina che le finali non si giocano ma si vincono”

Redazione

7 Giugno · 19:11

Aggiornamento: 7 Giugno 2023 · 19:11

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La storia europea della Fiorentina riporta alla mente serate difficili ma anche indimenticabili per quanto belle. Tra queste quella vissuta nella Coppa dei Campioni del 1999/2000, anche allora contro una squadra inglese, il temibile Arsenal: 0-1, con gol di Batistuta. Ha ricordato quella notte in esclusiva a Tuttomercatoweb.com, proiettandosi alla finale che attende i viola questa sera a Praga, l’ex centrocampista viola Angelo Di Livio, presente da titolare a Wembley: “Quella è stata una serata storica per tutti noi, per il popolo viola. Eravamo molto sfavoriti, siamo andati a soffrire come dovevamo giocando di tutto cuore. Con un grande Toldo e un gol meraviglioso di Bati”.

Stasera cosa c’è da aspettarsi?
“La Coppa Italia deve far capire alla Fiorentina che le finali non si giocano ma si vincono. Dopo essere passata in vantaggio poteva avere un altro atteggiamento, non rimanendo sempre alta. Se analizzi i contropiedi pericolosi sono stati due-tre, giusto giocare con la mentalità aggressiva ma ci vuole attenzione. Loro giocano molto in velocità, nelle giocate offensive possono andare in difficoltà. Ok la personalità ma ci vuole attenzione nel saper difendere”.

Un possibile protagonista nella Fiorentina?
“Bonaventura, Biraghi, chi dovesse giocare tra Cabral e Jovic, Gonzalez… La Fiorentina ha qualità.”

Vede oggi un nuovo Di Livio?
“Per fortuna non c’è nessuno che mi somiglia (ride, ndr). Oggi gli esterni giocano col piede invertito e sono molto più offensivi. Io ero una vecchia ala che copriva la fascia e faceva più ruoli. Guardando in Italia mi piace Lazzari, ha una bella gamba, anche se forse è più difensivo di me”.

Il futuro passa anche dalle conferme in squadra, partendo dalla panchina.
“Ci sono tante situazioni da chiarire, tutto passerà dal risultato di questa sera. Mi auguro non si venda troppo, come a volte è successo in altri anni, per costruire una squadra forte e competitiva. Poi so che ci sono giocatori richiesti, ma vorrei vedere una Fiorentina che si conferma. Allenatore compreso, è un punto fermo. Non possiamo sapere però cosa succedere, si parla di Napoli e altre squadre… Però anche lui deve capire che Firenze è una piazza importante”.

Rivede aspetti in comune tra Commisso e Cecchi Gori, il suo presidente?
“Con tanti difetti, Cecchi Gori aveva passione e tifava Fiorentina, ci ha portato tanti grandi campioni. C’è voglia di entrambi di fare le cose giuste: penso al centro sportivo nuovo. Bisogna fare uno step in avanti, questa società deve farlo. E può riuscirci. Commisso come Cecchi Gori è un sanguigno, di cuore, ci mette la faccia.”

 

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