Quando sale sul palco l’atmosfera è carica di emozione. Lui, l’unico dieci della Fiorentina, viene annunciato come prossimo dirigente dal presidente onorario Andrea Della Valle: “Sarà con noi dal 2017”. E scatta l’applauso, forte e liberatorio, di tutti gli invitati a cena per la festa di Natale della società viola alla stazione Leopolda di Firenze. Ci sono i giocatori, i familiari, i dipendenti del club. E’ sera inoltrata ma è il momento più importante. Giancarlo Antognoni torna in società. E commosso, dopo aver guardato insieme alla squadra e al tecnico Paulo Sousa il video celebrativo intitolato “La leggenda”, ringrazia la famiglia Della Valle con la voce spezzata dall’emozione. “Ho sempre dato tutto per questa maglia e credo di aver fatto anche qualcosa di buono in passato”. L’abbraccio con Federico Bernardeschi, attuale numero dieci viola, è simbolico: quasi Antognoni volesse indicare in lui l’erede di un talento che a Firenze i tifosi cullano con orgoglio e un pizzico di gelosia.

Un rapporto che non era mai sbocciato, quello tra Antognoni e la proprietà che dal 2002 ha rilevato la Fiorentina. Un rapporto fatto di silenzi, incomprensioni, attese. Poi, in occasione dei 90 anni del club, il passo in avanti da parte di entrambe le parti: l’incontro con Andrea Della Valle e la dirigenza, la proposta di poter entrare in società con un ruolo attivo e di primissimo piano.

Infine l’ufficialità, comunicata nel corso della festa natalizia di martedì 13 dicembre proprio dal presidente onorario. In fondo era cosa fatta, si sapeva: una volta terminato il contratto che lega Antognoni con la Federcalcio, l’unico dieci sarebbe rientrato laddove ha sempre lasciato il cuore.

E il 2017, quindi, porterà una novità sicuramente gradita alla tifoseria. Una figura di riferimento, che possa dialogare col popolo viola e ricordare che Firenze è attaccata alla propria storia. Fatta di battaglie, di emozioni forti e di identità. Quella stessa identità che Antognoni ha sempre incarnato: prima come capitano e simbolo di un calcio attaccato ai valori che sta sempre più scomparendo, adesso come dirigente. Bentornato Giancarlo. Finalmente.
Repubblica.it

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