De Sisti sicuro: “La Fiorentina potrebbe fare il colpo grosso. Vanoli meriterebbe la conferma”

“Per chi tifo? Per nessuno. Viola così in basso? Non credo ci sia una singola spiegazione"

04 maggio 2026 08:57
De Sisti sicuro: “La Fiorentina potrebbe fare il colpo grosso. Vanoli meriterebbe la conferma” -
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Il (quasi) Beckenbauer di Firenze ha da sessanta anni il cuore diviso esattamente a metà. L’accostamento con il mitico difensore del Bayern, e anche con il meno nobile Deschamps, è semplice: Picchio De Sisti ha vinto con la Fiorentina uno scudetto da capitano e un (quasi) scudetto da allenatore e da queste parti il tricolore vale più del Mondiale conquistati dal tedesco e dal francese, prima con la fascia al braccio e poi in panchina.

Tornando sulla terra, c’è questo grande cuore giallo-viola che vola in due direzioni distanti più o meno 300 chilometri, da quando nel 1965 la Roma in cerca di soldi lo cedette a malincuore. Lui poi ci ha messo pochissimo a conquistare prima i tifosi e poi la città. «E pensare che il primo gol in serie A lo segnai al giovane Albertosi, che difendeva la porta gigliata», ricorda sorridendo Picchio, frugando a piene mani dal suo personale e prezioso album di ricordi. Ecco le sue parole al Corriere Fiorentino.

E stasera è ancora Roma-Fiorentina…

«Ormai per fortuna vi siete stancati di farmi la stessa domanda: per chi tifo, perché tanto la mia risposta sarà sempre la stessa. Per nessuno, mi auguro sempre e solo il meglio per le mie due squadre».

Chi si presenta meglio all’appuntamento dell’Olimpico?

«Per la classifica verrebbe da dire i giallorossi, ma la Fiorentina si è quasi completamente liberata delle paure della retrocessione e quindi giocherà con la testa libera. E siccome tecnicamente ha potenzialità nettamente superiori alla propria classifica, ecco che potrebbe anche scapparci il colpo grosso».

Ha capito come hanno fatto i viola a finire così in basso?

«Sinceramente no, ma non credo che esista una singola spiegazione. Nelle ultime partite si è però visto nell’atteggiamento dell’allenatore e dei calciatori una grinta nuova, una gran voglia di recuperare il tempo perduto».

A proposito di tecnici, chi vorrebbe sulla panchina che è stata sua per quattro anni?

«Per quello che ha fatto, per come ha condotto la squadra alla salvezza, per il suo costante impegno, Vanoli meriterebbe la conferma, ma il calcio ha dinamiche strane. Conta molto il parere della piazza e dalle parti del Franchi non mi pare che ci sia tutto questo entusiasmo per la sua permanenza».

Ha spesso ricordato le differenze tra Roma e Firenze.

«In riva all’Arno si è più esigenti, si discute su tutto e di tutti. Non è che a Roma facciano sconti, perché se vai male sei crocefisso dalle radio per ore tutti i giorni, ma si spacca molto meno il capello in quattro. Posso farle un esempio?»

Prego.

«Stagione 83/84, quella in cui giocammo per la prima volta in Italia con il 3-5-2 e Platini, quindi non proprio l’ultimo arrivato, disse che il nostro era il miglior calcio che si poteva vedere».

Che accadde?

«Decido di dare un po’ di respiro ad Antognoni perché lui era classe pure e quindi se gli avessi tolto dei minuti, alla partita successiva ne avremmo guadagnato tutti. Col Catania stiamo vincendo 4 a 0 e lo sostituisco a un quarto d’ora dalla fine. Apriti cielo: segniamo il quinto gol ma nel dopo partita si scatena il finimondo, tutti ad accusarmi di lesa maestà, tutti a domandarsi del perché avessi tolto il capitano, che tra l’altro era tranquillissimo. Ecco, questa è Firenze, questi sono i tifosi viola, ma io li amo, così come credo che loro continuino a volermi bene».