Da Roma: "Commisso aveva fatto un'offerta a Lotito per prendere la Lazio prima della Fiorentina"
Lotito avrebbe ricevuto un'offerta da JP Morgan attribuita al defunto proprietario viola
Dalle carte della Procura di Roma, depositate nell’ambito dell’inchiesta per aggiotaggio sul titolo della SS Lazio, emergono evidenti discrepanze tra le versioni fornite da Claudio Lotito e Luigi Bisignani.
I contrasti partono già dalla natura della loro conoscenza: mentre il patron biancoceleste asserisce di conoscere il manager soltanto "di nome", Bisignani parla di un legame da sempre cordiale. Divergenze concrete si riscontrano anche sui dettagli relativi a un loro mancato incontro: Lotito dichiara di essere stato informato dell'interesse dell'interlocutore per un invito a pranzo, mentre Bisignani sostiene di essere stato invitato a cena dallo stesso presidente, appuntamento poi fatto saltare da Lotito nel tardo pomeriggio.
L'indagine, che vede Bisignani iscritto nel registro degli indagati insieme ai vertici della Banca del Fucino (istituto del tutto estraneo ai fatti), ruota attorno alle contestate manovre per spingere il patron a cedere il club, facendo leva sul malcontento della tifoseria. In questo contesto, Lotito figura come principale accusatore e ha segnalato ai magistrati presunte condotte estorsive, chiamando in causa anche ambienti politici che avrebbero commissionato articoli sul quotidiano Il Tempo. Tali testi, firmati da Bisignani e approvati dal direttore Daniele Capezzone (non coinvolto nell'inchiesta), avrebbero diffuso notizie non veritiere al fine di alterare il valore azionario della società quotata in Borsa.
Particolare rilevanza assume l'articolo del 31 maggio 2026, nel quale si faceva riferimento a un'ipotetica e remota proposta d'acquisto veicolata tramite JP Morgan, circostanza sempre categoricamente smentita da Lotito. Durante le dichiarazioni spontanee rese ai pm il 28 settembre successivo, Bisignani ha attribuito la paternità di quella vecchia offerta all'imprenditore italoamericano Rocco Commisso — scomparso nel gennaio di quest'anno e successivamente divenuto proprietario della Fiorentina —, ribadendo una ricostruzione che la presidenza laziale continua a respingere fermamente.