Corriere Fiorentino: “Prossimo mese decisivo per la Fiorentina. Vanoli e non solo, da oggi tutti sotto esame”

Limitare gli errori e raddoppiare l’attenzione

14 febbraio 2026 10:08
Corriere Fiorentino: “Prossimo mese decisivo per la Fiorentina. Vanoli e non solo, da oggi tutti sotto esame” - Firenze, Stadio Franchi, 22.11.2025, Fiorentina-Juventus, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
Firenze, Stadio Franchi, 22.11.2025, Fiorentina-Juventus, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
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Testa, gambe, cuore. Limitare gli errori e raddoppiare l’attenzione. La Fiorentina è tornata sull’orlo del burrone e si avvicina, inesorabile e forse anche inconsapevole all’ora della verità in cui non sarà possibile sbagliare. Non è più il momento dei discorsi, delle spiegazioni, delle analisi su cosa non ha funzionato (anche perché non ha funzionato niente). Ma quello delle responsabilità e dell’umiltà.

Paratici segue, controlla, giudica. Dal Como in avanti sono tutti sotto esame, soprattutto Paolo Vanoli. La Fiorentina non si è mai ripresa. Ha migliorato la condizione fisica e ha dato un segno della sua presenza mettendo in fila quattro gare senza sconfitte, 8 punti che le hanno permesso di rientrare nella lotta e che, al tempo stesso, l’hanno illusa. Ora è quasi al punto di partenza. Mancano 14 giornate e almeno 17 punti per arrivare al traguardo. Ogni partita, sembra una banalità ma è così, assomiglia a una finale. Quella di Como è una delle più difficili. Fabregas punta alla Champions e ha appena centrato la semifinale di Coppa Italia. Cesc la Fiorentina l’ha battuta tre volte di fila, sempre al Franchi e contro allenatori diversi: prima Palladino, poi Pioli, infine in Coppa Italia pochi giorni fa, Vanoli. La differenza è sempre sembrata enorme. Il Como ha gioco, identità, entusiasmo. La Viola è agli antipodi: impaurita, involuta, fragile. Però, finora, il meglio lo ha dato quando la strada è in salita: pensiamo a Milan e Lazio, alla vittoria di Bologna, persino al secondo tempo di Napoli.

I numeri e le statistiche non permettono di illudersi. Ma il calcio è bello perché a volte, non sempre, va oltre la logica e sovverte i pronostici. Siamo ancora qui a augurarci che la Fiorentina sia riuscita a imparare qualcosa dai propri errori. Il più grave resta l’insostenibile leggerezza, psicologica e tecnica a cui l’allenatore non ha posto rimedio. Vanoli è in teoria uno specialista della fase difensiva, ma su quella è caduto. Spaventa la ripetitività di certi errori: 22 sono i punti gettati via da situazioni di vantaggio, 10 quelli sprecati dal novantesimo in avanti. Su 18 partite del nuovo corso, Vanoli ha tenuto la porta inviolata solo con la Cremonese. Da qui bisogna ripartire.

Il Como gioca bene, ma analizzando le statistiche salta agli occhi l’impermeabilità difensiva dei lariani: appena 16 i gol subiti in campionato, solo la Roma ha fatto meglio. La Fiorentina, con 38, ne ha presi più del doppio. Fabregas gioca un calcio posizionale, che mette in risalto la qualità dei suoi giovani talenti, soprattutto Nico Paz: dribbling, palleggio, possesso palla, il tentativo continuo dell’uno contro uno. Una squadra letale quando può colpire negli spazi. La Fiorentina dovrà giocare corta, attenta, feroce. Non scoprirsi. I difensori devono stare attenti. I centrocampisti aiutare nella fase senza palla. Difesa e contropiede, senza tanti giri di parole, sfruttando il buon momento di Solomon e confidando che il gol al Torino abbia rivitalizzato Kean. La Viola deve dare un segnale di vita, al di là del risultato. Il prossimo mese, infarcito anche dai playoff di Conference con i polacchi dello Jagiellonia, è decisivo. Bisogna cominciarlo bene. Lo scrive il Corriere Fiorentino.