Sull’ultimo rettilineo del mercato, con gli occhi puntati sul traguardo e con le orecchie ben aperte in caso di offerte allettanti. All’ultimo giro di trattative la dirigenza viola ha praticamente chiuso per Rugani a riempire la casella vuota in difesa, ma al tempo stesso è costretta a tenere dritte le antenne su radiomercato, per capire chi può essere sacrificato sull’altare del bilancio e soprattutto per quanto. In effetti se c’è una costante di queste 4 settimane di calciomercato è stata quella dei prestiti, per i viola e per tutte le altre squadre di A, una formula temporanea che anche nel caso della Fiorentina ha consentito di rimandare a fine stagione gli impegni presi con le rispettive società (nel caso dei viola per oltre 30 milioni).
Una soluzione utile a mettere a disposizione di Vanoli due esterni come Solomon e Harrison e due centrocampisti come Brescianini e Fabbian, ma non sufficiente a convincere elementi di personalità ad accettare la sfida viola. È su questo scoglio che si sono perciò scontrate le ambizioni di Paratici di rinforzare la difesa, costretto a incassare una serie di rifiuti avviati da Dragusin e conclusi di recente da Disasi. Due centrali che, tra i tanti, non hanno aperto a fronte delle avances dell’ormai ex ds del Tottenham. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
