Corriere Fiorentino: “Fiorentina travolta dalla Roma. Che umiliazione capitale!”
Il divario tecnico è emerso con brutale chiarezza all’Olimpico
La sconfitta della Cremonese con la Lazio aveva consegnato alla Fiorentina l’occasione per blindare definitivamente la salvezza: ai viola sarebbe infatti bastato un pareggio per certificare il mantenimento della categoria, ma sul cammino della squadra di Vanoli si è abbattuta una Roma affamata di punti Champions dopo i risultati confortanti ricevuti dal weekend.
Il divario tecnico tra le due formazioni, unito a quello motivazionale, è emerso con brutale chiarezza all’Olimpico. E dire che l’inizio dei viola era stato anche promettente, se non fosse stata appunto una mera illusione dei primi minuti di gara. L’avvio incoraggiante della Fiorentina si è infatti spento in meno di dieci minuti, sotto i colpi di un avversario più affamato e convinto: la squadra di Gasperini sapeva e sa di dover passare da un finale di stagione perfetto per il sogno del quarto posto, mentre agli uomini di Vanoli da qui a fine campionato potrebbero bastare anche i demeriti altrui per la salvezza.
Una differenza psicologica che, di minuto in minuto, si è fatta sempre più chiara. E così dall’11’ la Roma ha sgretolato le velleità viola e con esse anche la solidità difensiva edificata nelle ultime partite dalla retroguardia di Vanoli. La Fiorentina aveva subito appena 3 gol nelle ultime 7 partite, gli stessi collezionati nei primi 34 minuti di gioco di ieri: prima la traversa di Malen, poi il colpo di testa di un indisturbato Mancini sugli sviluppi del calcio d’angolo successivo, il raddoppio di Wesley su un’azione corale nata a destra e chiusa a sinistra con la conclusione dell’esterno brasiliano, e infine il 3-0 di Hermoso dopo un’incursione di Kone, tutto nel giro di poco più di 20 minuti.
Il primo tempo si è concluso con 1 tiro (fuori dallo specchio) per una Fiorentina spuntata — ancora senza Kean e Piccoli e con Gudmundsson falso nove — ma sopratutto con 7 tiri da dentro l’area concessi agli avversari, a fotografare una metà di gara senza storia in favore della Roma.
All’intervallo Vanoli ha operato un triplo cambio: fuori Pongracic, Harrison e Gudmundsson dentro Comuzzo, Parisi e il giovane centravanti Braschi, quest’ultimo all’attesissimo esordio in A.
E proprio il 2006 della Primavera viola, dopo i 90 (discussi) minuti in panchina contro il Sassuolo, al secondo pallone toccato ha creato la più grande (e unica) occasione per i viola, con un destro secco e violento fermatosi sul palo a Svilar battuto. Un altro legno di Malen — rebus irrisolto per la difesa di Vanoli — ha però spento subito le speranze della Fiorentina, punita al 58’ anche dal colpo di testa di Pisilli per il 4-0 finale. Agli uomini di Vanoli basterà adesso un punto contro il Genoa per l’aritmetica certezza della permanenza in serie A e per archiviare così una delle stagioni più travagliate e deludenti della propria storia recente. Lo riporta il Corriere Fiorentino.