Corriere Fiorentino evidenzia: “Un boss calabrese accusa Commisso” La Fiorentina replica: “Tutto falso”

I legali della famiglia Commisso e della squadra viola hanno diffidato chiunque a pubblicare queste «accuse diffamatorie»

18 aprile 2026 09:43
Corriere Fiorentino evidenzia: “Un boss calabrese accusa Commisso” La Fiorentina replica: “Tutto falso” -
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Il nome di Rocco Commisso finisce dentro un’informativa antimafia del Ros dei carabinieri. In particolar modo agli atti dell’inchiesta della Dda di Reggio Calabria ci sono 52 pagine nella quali si dà conto di un presunto «sostegno economico alle cosche di Marina di Gioiosa Ionica da parte di Commisso Rocco Benito» che sarebbe emerso durante una giornata ben precisa: il 14 luglio del 2024. È infatti in quel giorno che ai carabinieri — lavorando su Frank Albanese — spunta il nome del patron della Fiorentina che risulta essere totalmente estraneo alle indagini.

Ma in che modo compare il nome dell’ex patron della viola, che è recentemente scomparso? È facendo luce sulla cosca Commisso — omonima della famiglia Commisso della Fiorentina — che si ipotizza l’esistenza della «Società di Siderno» con legami in mezzo mondo: il ruolo centrale della cosca negli Stati Uniti è affidato a Frank Albanese, originario della Calabria ma nativo e residente a Albany, nello Stato di New York, arrestato dai carabinieri. Proprio il 14 luglio del 2024 Albanese si incontra in un bar con alcuni interlocutori e — dopo una battuta — lo stesso Albanese avrebbe detto che «Rocco Benito Commisso aveva finanziato l’associazione non a Siderno, ma a Marina di Gioiosa Ionica, suo luogo di origine, versando un milione di euro». Sempre nel corso di quella conversazione qualcuno avrebbe accostato la figura di Rocco Commisso a una presunta vicinanza al «Gioiosa Marina Social Club di Brooklyn e al suo presidente Vincenzo Mazzaferro».

Intercettati nel bar — a un certo punto — si fa riferimento ai soldi di Rocco Commisso: le persone intercettate sostengono che ha un patrimonio di «6 miliardi di dollari» e uno di loro, «seppure in tono ironico, affermava — si legge nell’informativa — che parte del denaro doveva essere devoluto per il sostengo ai detenuti. È a quel punto che Frank Albanese sostiene che Rocco Commisso «effettivamente aveva finanziato l’associazione non a Siderno ma a Gioiosa Marina — si legge — Gli ha lasciato un milione di euro».

Albanese e gli altri due interlocutori parlano anche di presunti affari sportivi ed economici di Commisso, oltre al suo presunto rapporto con l’ex dg della Fiorentina, Joe Barone, scomparso a metà 2024, e dei suoi presunti giorni passati nella casa della località nella Locride.

Gli atti di indagine fanno parte dell’operazione Risiko, che a fine febbraio ha portato a sette arresti contro la cosca di ’ndrangheta dei Commisso di Siderno che sono accusati di avere estensioni individuate in Canada e negli Stati Uniti: la cosca ha un nome omonimo con la famiglia Commisso della Fiorentina che è estranea all’inchiesta. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere di stampo mafioso, danneggiamento ed estorsione, con l’aggravante del metodo mafioso.

I legali della famiglia Commisso e della squadra viola, che hanno diffidato chiunque a pubblicare queste «accuse diffamatorie» precisano che «la vita e la reputazione di Rocco B. Commisso sono in netto contrasto con le insinuazioni pubblicate. Nato in Calabria, a Marina di Gioiosa Ionica, ed emigrato negli Stati Uniti a soli dodici anni, ha costruito una vita straordinaria attraverso il duro lavoro, la disciplina e i risultati ottenuti. Ha iniziato la sua carriera professionale nel settore bancario, ricoprendo incarichi presso la Chase Manhattan Bank e la Royal Bank of Canada, dove ha sviluppato solide basi in ambito finanziario e operativo, prima di fondare la Mediacom Communications Corporation e acquisire l’ACF Fiorentina nel 2019. Per tutta la vita, Rocco B. Commisso si è opposto agli stereotipi che associano erroneamente gli italo-americani alla criminalità organizzata». Lo scrive il Corriere Fiorentino.