Dopo il successo di Verona l’attenzione in casa Fiorentina è tutta proiettata verso l’andata dei quarti di Conference in programma domani alle 21 contro il Crystal Palace, un avversario tanto temibile quanto reduce da mesi vissuti sulle montagne russe.
La squadra londinese — che deve il proprio nome all’omonimo «palazzo di cristallo» edificato ad Hyde Park nel 1851 per la prima Esposizione Universale — dopo una storia ultracentenaria con ben pochi guizzi e sussulti ha vissuto un periodo di imprese e cadute verticali. L’apice è stato raggiunto tra il 17 maggio e il 10 agosto 2025, con la conquista della FA Cup e del Community Shield, i primi due trofei vinti dal 1905, anno della fondazione.
L’entusiasmo tuttavia è stato poi frenato da svariati aspetti: il declassamento dall’Europa League alla Conference per il caso multiproprietà con il Lione, le pesanti cessioni di Eze e Guehi (dopo quella di Olise nel 2024) e infine il rendimento sul campo. Come se non bastasse Glasner, artefice dei trionfi del Palace e già vincitore dell’Europa League 2021-22 con l’Eintracht, lascerà la panchina a fine stagione.
Tra dicembre e gennaio, al culmine delle difficoltà in Premier, gli inglesi hanno toccato il punto più basso con l’eliminazione nel terzo turno di FA Cup, da campioni in carica, per mano del Macclesfield, club di sesta serie inglese allenato da John Rooney, fratello di Wayne. Se in campionato la squadra ha poi risalito la china — attualmente è 14esima con 39 punti — è altresì vero che la Conference non è stata l’eccezione agli alti e bassi stagionali, con sole tre vittorie nel girone unico e la qualificazione con l’Aek Larnaca, al netto dei 30 tiri tentati in 180 minuti, arrivata solo ai supplementari.
Nonostante tutto, però, la rosa resta di alto profilo. Durante l’ultima sosta la squadra inglese ha concesso ben 15 giocatori alle varie Nazionali e nel solido 3-4-2-1 di Glasner, che dovrà fare a meno di Strand Larsen per squalifica, sono tanti i giocatori di spicco, dal difensore Lacroix al centrocampista Wharton (già sul taccuino di tutte le big d’Inghilterra) passando per Sarr, 15 gol in stagione, e Mateta, a un passo dalla cessione al Milan a gennaio e da poco rientrato da un infortunio.
Teatro della sfida sarà Selhurst Park: lo stadio, inaugurato nel 1924, può accogliere poco più di 25 mila spettatori ed è situato in una zona residenziale di Croydon, creando così la tradizionale atmosfera britannica. Un’anomalia, però, c’è, e risponde al nome di «Holmesdale Fanatics»: il club del sud di Londra è tra le poche realtà inglesi a poter contare su una vera tifoseria organizzata, riconoscibile per i propri cori e le proprie coreografie. Al netto dei recenti saliscendi, insomma, nel Crystal Palace la Fiorentina troverà lo specchio più severo, davanti al quale sarà obbligata a esprimere la miglior versione di sé per puntare al passaggio del turno. Lo riporta il Corriere Fiorentino.
