Corriere Fiorentino: “Bove ed il defibrillatore esterno, una scelta per prendere tempo. Poi lascerà l’ospedale”
Una decisione che gli permette du guadagnare del tempo e di uscire dall'ospedale
La decisione è presa, ed è una decisione che gli consente di guadagnare tempo. Edoardo Bove si farà impiantare un defibrillatore esterno, quindi removibile, in attesa di completare tutti gli accertamenti e decidere poi con i medici se passare al defibrillatore sottocutaneo. L'intervento verrà effettuato oggi dai medici dell'unità di terapia intensiva cardiologica, l'Utic, di Careggi. Banalmente quella del defibrillatore esterno è l'unica strada per lasciare Careggi dopo oltre una settimana di ricovero. Soprattutto, è un modo per lasciare altro tempo ai medici e allo stesso tempo tutelarsi nel malaugurato caso di ulteriori problemi cardiaci.
Certo, di fronte all'aritmia ventricolare con «torsione di punta» legata a un calo di potassio nel sangue che ha avuto Bove, il defibrillatore sottocutaneo — l'apparecchio che si fece impiantare Eriksen e che non consentirebbe a Bove di continuare a giocare in Italia - resta un'ipotesi concreta, ma finché tutti gli innumerevoli esami (compresi quelli del Dna) a cui è stato sottoposto non saranno stati messi a confronto, difficilmente si procederà all'intervento chirurgico. D'altra parte, Bove è il primo a non avere fretta di scegliere.
Lo aveva preannunciato ieri mattina il dg viola Alessandro Ferrari, a margine dell'assemblea di Lega. A Careggi infatti si sta lavorando per capire, in modo inequivocabile, le cause che hanno portato al malore del giocatore durante la partita con l'Inter dello scorso 1 dicembre e la relazione tra la cicatrice alla membrana del cuore lasciata dalla miocardite avuta nel 2020 e l'arresto cardiaco della settimana scorsa. Questa, come ribadito da Ferrari, sarà comunque una settimana determinante:come già annunciato da Dodò, la Fiorentina aspetta Bove al Viola Park per un abbraccio calorosissimo. Il defibrillatore esterno gli permetterà di raggiungere i compagni. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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