A Firenze ha trovato la sua dimensione, ha raggiunto la maturità, la scorsa estate ha rifiutato un ingaggio da favola per andare a giocare in Arabia. Ha rinnovato il contratto con i viola fino al 2029. Un vantaggio per l’Italia che sia rimasto in serie A. Senza più Kean in campo gli azzurri hanno subito la pressione della Bosnia e a dieci minuti dalla fine hanno subito il gol della beffa. Poi i supplementari, è riaffiorata la paura di non farcela. Ai rigori siamo risprofondati nel buio. Resta quel gol di Kean dopo un quarto d’ora e il sogno di un Mondiale dopo i due bucati, che si trasforma ancora una volta (la terza) in una dolorosa, insopportabile illusione. Lo riporta il Corriere dello Sport.
Quando stava bene, Gattuso non ha mai rinunciato a Kean
La storia di Moise Kean in azzurro si lega a filo doppio con quella di Rino Gattuso. A settembre è stato suo il primo gol nella gara di esordio del nuovo commissario tecnico. Ha realizzato complessivamente 13 reti in Nazionale in 26 partite (13 da titolare), 6 nelle 8 partite della gestione Gattuso. Dopo il gol che ha messo al sicuro la vittoria contro l’Irlanda del Nord a Bergamo, ieri ha portato in vantaggio l’Italia.
È andato a segno in sei partite consecutive. Prima di lui c’erano riusciti solo Baloncieri, Riva e Bettega. Nel catino gelato di Zenica è bastato un quarto d’ora a questo ragazzo nato a Vercelli da genitori della Costa d’Avorio, italiano per lo ius soli, fieramente italiano, anche quando canta l’inno di Mameli insieme ai compagni. Quest’anno è incappato nella stagione sfortunata della Fiorentina, che nel finale di campionato si aggrappa ai suoi gol per salvarsi: ha segnato tre volte nelle ultime quattro partite, ha superato una serie di infortuni che lo hanno frenato.
Nella Nazionale di Gattuso, Kean è il centravanti indiscusso. Ieri un errore del portiere della Bosnia, con Barella pronto ad approfittarne con un assist: Kean è piombato come un falco ed è riuscito a portare in vantaggio l’Italia. Poi nel finale del primo tempo l’espulsione di Bastoni ha costretto il ct a sacrificare Retegui e lui è rimasto da solo a lottare in attacco. Ha dovuto giocare più arretrato, per tentare di difendere il vantaggio.
Quando è stato bene Gattuso non ha mai rinunciato a lui, è uno dei punti fermi della sua Nazionale. Si è inserito nel gruppo. A mezz’ora dalla fine Kean ha avuto l’occasione per allontanare le paure degli azzurri e forse chiudere il match, è scattato in contropiede dentro la metà campo italiana, inseguito dai difensori bosniaci, ma ha calciato alto a porta spalancata mangiandosi le mani per quello che resta un grande rimpianto. Ha lottato fino a quando è rimasto in campo, a 19 minuti dal fischio di chiusura Gattuso lo ha sostituito con Pio Esposito. L’Italia stava soffrendo.
