Lo confermano le statistiche, secondo cui l’ex Genoa è 149° tra i calciatori di Serie A per tocchi in area avversaria; 143° per coinvolgimento nel gioco; 86° per xT, cioè la metrica statistica che valuta la pericolosità delle sue azioni. In parole povere, Gudmundsson partecipa e incide poco nelle azioni offensive della Fiorentina. Il che è un problema se si pensa al numero che porta sulle spalle, ossia il dieci. Starebbe a lui spaccare le partite, inventare, sorprendere. Succede che lo faccia, ma troppo occasionalmente. La piazza si aspetta un salto di qualità dopo un anno e mezzo di alti e bassi.
Se la Fiorentina ha faticato a segnare, quest’anno, lo deve in primis ai suoi attaccanti. Nel 2025-2026 Gudmundsson conta 33 tiri totali in campionato, di cui solo 5 andati a buon fine (il 15% di conversione in rete). La maggior parte di quelle conclusioni, ovvero 20, non hanno neppure centrato lo specchio della porta. Questo suggerisce una precisione di tiro pari al 39%. Bassa. Poi c’è una componente di palle perse abbastanza significativa, cioè 25. E un numero di contrasti riusciti piuttosto scarso: 5. Insomma, il ventottenne ha sofferto il clima di difficoltà generale, ma ha anche contribuito a crearlo.
Gudmundsson è chiamato ad accelerare, onde evitare di farsi sorpassare da un Manor Solomon molto pimpante prima dell’infortunio. Il classe 1999, di rientro dai problemi fisici, punta a giocare da titolare più spesso possibile, insidiando concretamente il compagno di reparto islandese. Non è infatti da escludere che Paolo Vanoli garantisca più spazio a Solomon che a Gud, se l’ex Villarreal dimostrerà di meritarlo come ha fatto prima di arrendersi al guaio muscolare alla coscia destra. Una sana competizione potrebbe stimolare entrambi, specie in un periodo della stagione decisivo per la corsa alla salvezza.
La scorsa estate Gudmundsson è diventato un giocatore viola a tutti gli effetti. La Fiorentina lo ha riscattato dal Genoa abbassando la cifra pattuita inizialmente coi rossoblù, dai potenziali 28,5 milioni di euro ai 19 finali. L’accordo varrà fino al giugno del 2029, sempre che la società non valuti di poter fare a meno del classe 1997 prima della scadenza del contratto (per ora non ci sono avvisaglie che suggeriscano uno scenario simile). Ma non è tempo di futuro, l’interesse di Gud è quello di contribuire a salvare la Fiorentina nel più breve tempo possibile. Lo riporta il Corriere dello Sport.
