Come riportato nell’edizione odierna de Il Corriere Fiorentino, nell’articolo di Matteo Magrini dal quale prendiamo uno stralcio, Pioli a Reggio Emilia contro il Sassuolo dovrebbe schierare la squadra in modo diverso…

Dettagli, sia chiaro. Perché infondo, il 4-3-2-1, non è altro che un modo diverso di interpretare il 4-3-3, accentrando (appunto) le due ali. Con una premessa. Scontata, quanto importante: saranno le diverse fasi della partita a determinare i movimenti degli attaccanti (e dei centrocampisti) anche perché, un altro aspetto sul quale Pioli e il suo staff lavorano da qualche settimana, è quello del dinamismo. Spostamenti continui, per intendersi, che portino le punte (nell’arco della gara) a ricoprire ruoli diversi e Benassi, l’uomo di metà campo più portato alla fase offensiva, a trasformarsi sempre più spesso in trequartista. 

Cosa significa però, in termini pratici (e di uomini) il passaggio al 4-3-2-1? Prima di tutto gli interpreti. Tutto lascia pensare che, contro il Sassuolo, torni protagonista il tridente titolare. Quello, per intendersi, composto da Chiesa, Simeone e Pjaca. Il croato, dopo il forfait di Bologna per la lombalgia e la panchina di sabato scorso con la Juventus, è pronto a riprendersi il posto.

Insieme a Fede, a supporto del Cholito. I due giocheranno «più dentro al campo» e, di conseguenza, più vicini all’argentino. Questo, in teoria, dovrebbe facilitare il gioco palla a terra, offrendo uno sbocco più semplice per i passaggi.

E sulle fasce? Oltre a Pjaca e Chiesa (che comunque in certe fasi dovranno farsi trovare larghi) si vedranno sempre più spesso gli inserimenti di Biraghi (a sinistra) e Benassi, dall’altra parte. Per il resto, cambierà poco. Veretout infatti difficilmente verrà spostato mentre (semmai) resta da capire se l’altro interno sarà Gerson, riportato in mezzo, o Edimilson. 

L’albero, è quasi pronto, e l’accensione è prevista per domenica, alle 12.30. Con la speranza che funzioni, e illumini una Fiorentina che, da due mesi, sembra camminare nel buio.