Questo uno stralcio del pezzo pubblicato nell’edizione odierna de Il Corriere Fiorentino, dove viene analizzata la partita di Torino con la proiezione verso la gara contro la Roma:

In questi giorni Pioli e il suo staff hanno analizzato a lungo il «paziente». Hanno rivisto partite, studiato dati, pensato a soluzioni diverse. Non a caso, contro il Torino, è arrivata la prima svolta stagionale. Niente 4-3-3, ma 4-2-3-1 senza un vero centravanti. Non è andata bene e infatti, già nel secondo tempo, si è tornati al vecchio modulo, con Simeone al centro del tridente. C’è chi sostiene che il vero problema sia il centrocampo, incapace di proporre gioco. 

Per l’allenatore, non è così. Certo, qualcosa va sistemato anche lì (circolazione più veloce del pallone, transizioni più rapide, più inserimenti) ma, secondo le valutazioni dello staff tecnico, le cose in quel reparto (considerando anche

il lavoro in fase difensiva) stanno funzionando abbastanza bene. Traduzione. Molto probabilmente, già sabato con la Roma, si tornerà al 4-3-3, con Veretout che, salvo sorprese, sarà confermato nel ruolo di pivot davanti alla difesa. Il problema, quindi, nasce soprattutto dall’attacco.

È su quel reparto che Pioli e i suoi collaboratori stanno concentrando le loro maggiori attenzioni e la prima diagnosi è la seguente: scarsa rapidità, movimenti eseguiti con troppa lentezza, poca determinazione e, fattore da non sottovalutare, condizione non esaltante dei singoli. Medicine necessarie per guarire. Prima di tutto, si lavora sulle gambe e sulla testa dei singoli. Ovvio, in tal senso, il riferimento a Pjaca e Simeone. I due, sia dal punto di vista atletico che da quello mentale, non sono al 100%.

Più semplice, risolvere la questione fisica. Si lavorerà con programmi personalizzati per fargli ritrovare spunto e brillantezza e, la panchina di sabato a Torino, potrebbe esser stata utile per rimettere un po’ di benzina nelle gambe del croato e del Cholito. Più difficile, semmai, lavorare sulla mente. L’esclusione può aver funzionato da stimolo ma, nel frattempo, Pioli continua a manifestargli fiducia e a lavorare su quei movimenti che, ancora, non vengono effettuati nel modo giusto: verrà chiesta maggiore determinazione nell’uno contro uno. Intanto, contro la Roma, si dovrebbe rivedere Simeone dal primo minuto. E Pjaca? Per lui, meno certezze, anche se l’ex Juve parte in vantaggio rispetto a Mirallas.